Quando si parla dell’equazione chilometri e costi in molti sostengono a pesare di più siano i costi accessori, ma andando a prendere come esempio la vicina Francia non può essere un caso che all’Antibes con i suoi 199 Km ci fossero due equipaggi italiani, mentre al Nice Jean Behra di appena 83 Km è arrivata una sporca dozzina.
Nelle passate settimane quando si è affrontato il tema chilometraggi, uno tra quelli più spinosi e divisivo, dai commenti spesso è emerso il problema dei costi accessori, che in Italia rappresentano un problema. In particolare quello delle iscrizioni, ma altre voci come quella delle licenze tra Italia e Francia non ci sono differenze significative. Stranamente tutto questo contorno sembra pesare più di ogni altro balzello, quando in una realtà come la nostra si corre prevalentemente in affitto, ed a pesare sono inevitabilmente i chilometri cronometrati, legati a doppio filo con i consumi di gomme e benzina. L’occasione di un confronto decisamente interessante si è presentata con il Rallye Nice Jean Behra, una gara vicinissima ai confini di Piemonte e Liguria, andata in scena a poche settimane dal Rallye d’Antibes una delle gare più prestigiose d’oltralpe, anch’essa vicinissima ai nostri confini come la gara di Nizza. Antibes in passato vista la vicinanza riusciva a raccogliere un piccolo plotoncino italiano, che oramai da parecchie stagioni si è ridotto drasticamente, due sono gli equipaggi presenti quest’anno: Simone Niboli e Antonello Russo. Musica che è cambiata totalmente al Nice Jean Behra, piccola gara nazionale di un ottantina di chilometri tutti spalmati nella giornata del sabato. In questo caso la nostra pattuglia dei frontalieri era bella nutrita e variegata, a cominciare dalle Skoda Fabia di Marco Cortese e Luigi Minelli, per passare alla Ypsilon di Paolo Vigo e alla Peugeot 208 Rally4 di Corrado Garuti sino alla piccola Renault Clio Rally5 di Mauro Denaro, piloti che hanno optato per l’economicità della gara e di un chilometraggio più corposo nei confronti di un CRZ. Ma era al via anche Paolo Seredi al volante di una Honda Integra Type-R DC2, un A7 che in Italia ha disputato la sua ultima gara nel 2022. Sempre più nutrita la presenza delle Fiat 600 Kit Car di Edoardo Nolasco e Alessandro D’Ambrosio e delle piccole Peugeot A5 (106 XSI e 205 Rally) che si dividono tra le gare liguri e quelle francesi di Roberto Scarpin e Marco Gangemi. A completare la sporca dozzina le piccoline con la Saxo VTS N2 di Fabio Pompetti e l’AX GTI N1 di Domenico Cannizzaro altre due vetture che si dividono tra Italia e Francia. Ostinarsi a leggere i numeri solamente dove fa comodo alle proprie tesi è come non volere leggere la realtà, i costi tecnici di una gara (legati a doppio filo con i chilometri) pesano molto se si corre a noleggio, ma lasciano il segno anche quando si corre “con auto di proprietà” e lo specchio è lo Jean Behra una gara capace di raccogliere molti consensi anche nel nord ovest italico (Piemonte e Liguria).
