IL JAPAN COMINCIA DA ROVANPERA

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Ad aprire il rally Japan sono i due chilometri e settecentocinquanta metri di Kuragaike Park, lo stesso tracciato dello shake down, una prova poco significativa ma che qualche indicazione ha cominciato a darla, mettendo l’accento sulle GR Yaris ancora davanti alle vetture Coreane, ed a laciare per primo i blocchi di partenza è stato Kalle Rovanpera.

La stage di Kuragaike Park, pur non essendo il termometro più attendibile della situazione, visto il suo chilometraggio ridotto, qualche indicazioni di massima l’ha subito messa in evidenza, in particolare nello shake down mattutino. I tre jedi di casa Toyota, che si giocano il campionato, nello shake hanno battuto la loro migliore prestazione nella prima tornata di prova, ma a mettere giù il piede fino in fondo è stato Elfyn Evans che ha mollato ai compagni un secondo e mezzo abbondante. Sia Rovanpera che Ogier hanno però dato l’impressione di avere giocato a carte coperte, come in molte altre gare. Nelle repliche si sono migliorate le Hyundai, ma l’unico ad avvicinarsi al tempo di Evans è stato il padrone di casa Takamoto Katsuta che si è portato a soli sei decimi dal gallese. Nella prima speciale, a metà pomeriggio il fondo di Kuragaike Park si è presentato più asciutto e i tempi sono crollati di una manciata abbondante di secondi, ed a fare saltare il banco per un solo decimo sono Rovanpera e Halttunen che a sorpresa devono contener un Ott Tanak molto più incisivo dei suoi compagni di squadra. I due fanno la differenza nella parte finale dove la strada gira significativamente di più, ed entrambi riescono a contenere le loro linee, ripulendole dal naturale sovrasterzo e riescono a fare la maggiore differenza. A evidenziare questa differenza è soprattutto Elfyno, forse quello capace di tirare le linee più dritte nel gruppo di testa, lo fa magistralmente nella prima metà, ma dopo l’intermedio nelle curve finali si lascia andare e fa scivolare la sua Yaris, concedendosi allo spettacolo ma pagando otto decimi a Kalle. I primi otto sono comunque raccolti in un fazzoletto di un solo secondo. In palese affanno le Ford Puma con Munster a 3”.1 dalla testa che paga qualcosina in più di un secondo a chilometro, mentre McErlean è ancora più indietro, superato anche dalla Rally2 di Oliver Solberg.

CLASSIFICA

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