I NUMERI DEL BRUNELLO UBRIACANO

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Dopo appena quattro edizioni del Brunello Storico e tre di quello moderno, mandato in allegato allo storico, la gara di Montalcino è diventata un classico in meno di un lustro e dopo avere superato quota cento quaranta l’anno passato l’ubriacatura continua e con 91 moderne e 68 storiche si arriva a sfiorare le cento sessanta vetture.

L’appuntamento di fine stagione che oltre ad andare a chiudere il CIRTS, quest’anno andrà a decidere anche la serie tricolore sulla terra, CIRT, fa registrare un altro record, un sold out che arriva a sfiorare i cento sessanta iscritti, numeri delle gare più affollate sui fondi catramati. Un fenomeno a se stante costruito attorno alla scommessa di riuscire a creare un evento sulla terra dedicato alle vetture storiche. Una gara a forte attrazione internazionale, con una quindicina di equipaggi stranieri, ancora prima di vedere andare in scena la neonata serie europea sulla terra dedicata alle storiche. Campionato che prenderà il via il prossimo maggio in Grecia e si concluderà a fine stagione proprio sulle crete senesi. Se l’anno passato il Brunello aveva dato una sua risposta alla crisi in cui sta affondando il pianeta terra nostrano, quest’anno l’ha ribadita in maniera ancora più forte, ma soprattutto dall’altra parte la crisi si è manifestata in maniera sempre più evidente. La cosa più importante oggi è non cadere nuovamente nella trappola dell’immobilismo, il caso Brunello è un pianeta a se stante. Si tratta di un importante segnale positivo, che merita però una profonda analisi per trovare delle soluzioni per il futuro, ma nella sua aura di grande evento non può essere la risposta a rilanciare una disciplina che sta faticando a mantenere la base esistente, ed è incapace di rigenerarsi. In molti a torto hanno ridotto il suo successo alla sua collocazione a fine stagione, ma guardando all’universo dei fondi sterrati, la concorrenza non è mai stata così alta. Nel giro di una settimana sono andati in scena il RAC Rally, la Cronoscalata di Tandalò e il rally Show di Santa Domenica, tre gare a loro modo atipiche, ma con una grandissima presa sul bacino nazionale, ed internazionale al quale attinge anche il Brunello. I maggiori punti di forza della gara senese, sono delle speciali tra le più belle del mondo, con un fondo ben levigato e compatto, e la sua collocazione geografica dove si concentrano buona parte delle gare sui fondi sterrati italiani tra Toscana e Umbria, ed inevitabilmente si concentra lo zoccolo duro dei terraioli del nostro stivale. Ma il Brunello è di più e per comprendere il fenomeno a fondo bisogna andare a coglierne tutte le sfumature.

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