Le parole di Andrew Wheatley che promettevano una Hyundai con obbiettivi decisamente importanti, a cominciare dalla corsa ai titoli, al Monte il marchio coreano ha sbattuto la faccia contro la dura realtà, con una gara passata a inseguire con il fiatone i tre moschettieri della Toyota, senza mai riuscire a farli vacillare.
Sulla terra, si spera già dalla Svezia, la musica per la Hyundai possa cambiare, visto che l’anno passato sui fondi sterrati oltre a portarsi a casa gli unici due successi scratch venti venticinque, hanno dimostrato di essere vicinissime al livello della GR Yaris Rally1. Nel Montecarlo però, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, che praticamente non hanno mai proposto condizioni di asfalto pulito, l’impressione è stata quella di una vettura ancora in debito di prestazione. Più o meno quella dimostrata a fine stagione al Central European, dove le vetture di Alzenau non erano andate oltre alla terza piazza di Tanak. Molto meglio rispetto al disastro Canarie, ma non abbastanza per chiudere completamente o quasi il gap prestazionale evidenziato. Per sperare nel titolo Hyundai dovrà cercare di trovare delle risposte in un paio di mesi, altrimenti rischia di dovere dire addio alle sue speranze di titoli già a metà stagione. Visto che quest’anno l’asfalto è tutto concentrato nei mesi di Aprile Maggio, con Croazia, Canarie e Giappone intervallate dal solo Portogallo. Sicuramente le risposte non sono semplici, ed il tempo a disposizione è pochissimo, ma a differenza dell’anno passato nella base test di Château de Lastours c’è anche un tracciato asfalto dove poter lavorare senza andare a toccare i ventuno giorni a disposizione. Con davanti due gare anomale come Svezia e Safari, seguita da una sorta di non stop asfalto, è vitale per la Hyundai poter competere alla pari con gli avversari, evitando di rimediare altri tre a zero come sulla pedana finale del Montecarlo. Sulle strade del sud della Francia i maggiori problemi sono stati riscontrati sul lavoro dei differenziali sull’asfalto più scivoloso, e grasso, dove non sono ancora riusciti a trovare un equilibrio per riuscire a fare lavorare i pneumatici nel loro standard ideale di temperatura. Ovviamente il Montecarlo in queste condizioni era quanto di peggio, ma a preoccupare i piloti in maniera particolare è la Croazia, un asfalto che tende a sporcarsi, ed in caso di pioggia vede il grip azzerarsi. Il fondo che da meno preoccupazione è quello del Japan, con la sua granulosità l’anno passato ha proposto un divario molto più contenuto. Inoltre lasciando il periodo stagionale nel quale abbiamo imparato a conoscerlo in tardo autunno, da quest’anno si svolgerà a fine primavera con un rischio di precipitazioni più ridotto e temperature più elevate.
