FLOP RALLY SPRINT, VARATO L’RDS

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L’autunno che ci siamo lasciati alle spalle era tornato a proporre i rally sprint, gare cortissime ideali per chi si vuole avvicinare ai rally, una vecchia ricetta riproposta pari, pari come una volta senza considerare i cambiamenti dei rally nel primo ventennio degli anni 2000, ma soprattutto senza uno straccio di regolamento (nero su bianco) che è uscito a gennaio.

Dal 21 gennaio 2026 la pratica rally sprint dopo il flop delle iscrizioni di eventuali gare a calendario, andato come previsto deserto, ha assistito al parto del suo primo RDS (regolamento di settore); un regolamento che sarebbe stato sicuramente più utile prima dell’apertura dei nuovi calendari. Almeno avrebbe costituito una base certa dal quale iniziare un eventuale discussione, tra eventuali organizzatori interessati e la federazione. In realtà dando una lettura veloce alle sei pagine dell’RDS, ancora prima di andare ad affrontare quello che crediamo sia uno degli argomenti cardini, ovvero i piloti che questi rally sono in grado di attirare. Perché rimestando nei ricordi oramai sbiaditi del loro successo, ci ricordiamo una base di avventori (piloti e vetture), che nel tempo è cambiata in maniera significativa. Accantonando però questo argomento che merita una lunga e attenta analisi, a mettere fuori gioco gli sprint in primis è la bilancia economica, legata più o meno direttamente alla strada dettata dal regolamento di settore. Il primo sbilanciamento è giusto precisare deriva dal caro assicurazioni, diciassette mila euro scarsi di premio è una sommetta che contribuisce ad alzare i costi della gara in maniera significativa. Cosi tra un balzello e l’altro, molti nel nome della sicurezza, le iscrizioni sono diventate belle corpose: 800 euro per le rally2, 600 euro per le rally4, ma nelle proporzioni fanno veramente specie i 755 euro per tutte le omologazioni scadute gruppi N2 e N1 compresi. Una clientela che rappresenta uno dei target principali di questa tipologia di rally, e proprio riferendosi alle piccole N2 e N1 l’iscrizione paradossalmente verrebbe a costare meno in un CRZ, nonostante un chilometraggio doppio o addirittura triplo. In molti punti il regolamento va a replicare quello dei Rally Day, tranne nelle limitazioni di partecipazione delle classi maggiori, mentre gli Sprint sono aperte a Rally2 e WRC. Negli sprint il chilometraggio deve essere compreso tra i venti e i trentacinque chilometri, mentre nei Rally Day il range era dai venticinque ai quaranta chilometri, quindi tra le due tipologie ballano solamente cinque chilometri, ma le iscrizioni dei rally Day variavano dai 400 ai 475 euro e faticavano tantissimo a fare i numeri per tenersi in piedi. Se l’intenzione è quella di portare avanti i rally Sprint, bisognerà cominciare a lavorarci da quando la nuova commissione finalmente si insedierà.

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