Un comunicato FIA ha annunciato ieri un ispezione ad un evento zero che si terrà negli Stati Uniti per valutare la possibilità di introdurre nel calendario venti ventisette una gara nel nord del continente Americano. Visto il pulpito il peso è sicuramente maggiore rispetto alle vuote parole del Promoter, al momento manca la sostanza ma alle spalle ci sono persone di peso.
Dopo le due operette da quattro soldi mandate in scena negli anni passati, ad uso e consumo di una gara senza la minima copertura economica, si è assistito ad una messa in scena per la WRC Promoter in maniera di avere una rivista stampa con una rilevanza internazionale, nella speranza aiutasse ad aprire qualche salvadanaio. Questa volta a fare da ponte con un ruolo più centrale è la federazione statunitense ACCUS, che ha perorato la causa del Rally USA ai massimi livelli della FIA, Ben Sulayem compreso. Nel rispetto delle nuove regole federali che impongono per le new entry del calendario WRC, almeno un edizione zero, dove una squadra ispettiva possa valutare le qualità organizzative. Dagli USA sono stati prontissimi ad agganciare la FIA, che in questo momento ha preso in mano molti dossier in precedenza lasciati al promotore, dall’altra c’è una federazione internazionale che sbava per avere in calendario gli Stati Uniti. Prestigio e soprattutto il coinvolgimento di un continente tra i più ricchi, dove il mondo delle quattro ruote ha una grandissima rilevanza. A sollevare più di un punto interrogativo sono i dettagli diffusi ancora molto vaghi e fumosi: dalla data dell’evento, dall’11 al 17 giugno, agli stati coinvolti Tennessee e Kentucky senza definire una base logistica precisa, che è il minimo sindacale per un evento previsto tra meno di sei mesi. La gara per il momento si è presentata anche sui social del Rally USA, il precedente candidato al WRC, ma non è chiaro se il vecchio nocciolo organizzare, con base a Chattanooga nel sud del Tennessee, affiancato dagli organizzatori del Messico, faranno ancora parte della partita. Il promoter locale, la Pudium Event Partners, ha come CEO tale Matt Crews passato dal football alle quattro ruote, dove è stato uno degli elementi chiave dell’ingresso del gran premio di Nashville nella Indycar Series. Ed in questi anni ha dimostrato di sapere muoversi nel coinvolgimento territoriale e di partner di spessore. I dubbi sulla data sono legati ad una collocazione anomala da giovedì 11 giugno a martedì 17, una data che a parte il refuso del martedì coinciderebbe con il quarto round ARA il Southern Ohio Forest Rally. Il fatto che la gara dovrebbe svilupparsi tra Tennessee e Kentucky mette fuori gioco Chattanooga, che dista una paio d’ore abbondanti dal confine con il Kentucky. Discorso differente per Nashville dove opera la Podium Event Partners che dista ad una sessantina di chilometri dal confine tra i due stati. Nel comunicato si è parlato di calendario 2027, ma con una gara tutta da definire la visione è molto ottimistica. Questa volta però anche se il budget al momento latita, i personaggi coinvolti hanno un’altra statura.
