FEBBRE DA ASSICURAZIONI

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Oramai i campionati Italici si sono quasi tutti conclusi ma oltre a mancare il decreto necessario ad ufficializzare la nuova presidenza, per il momento non si è mossa una foglia anche sul versante delle assicurazioni, qualcuno parla di un bando imminente, ma lo spettro di ritrovarsi anche nella stagione 2026 con le assicurazioni gara più care di tutta Europa comincia a prendere forma. 

Oramai la stagione volge al termine ma nessuno sembra preoccuparsi del caro assicurazioni, a cominciare dagli stessi organizzatori che dovrebbero essere sulle barricate e invece nessuno sembra prendere un’iniziativa per fare da pungolo alla federazione. Al momento è tutto nelle mani del commissario e dei consiglieri, ma tenere un faro acceso su una problematica che rischia di falcidiare i calendari, soprattutto nelle attività di base, è in primis interesse degli organizzatori. Attendere l’insediamento di La Russa, ostaggio dell’ostruzionismo parlamentare, rischia di lasciare per un altro anno al palo un dossier vitale per gli sport sport. Tantomeno si può attendere la FIA che ha visto Ben Sulayem incaricare una task force per affrontare l’argomento assicurazioni nel motorsport. Un problema globale, peccato che in Italia i costi sono quasi triplicati da un anno all’altro, mentre in Europa le tariffe sono quelle dell’anno passato. Quindi è evidente che nel venti ventiquattro in Italia è successo qualcosa che ha fatto inviperire la sede centrale della Allianz, e liquidare il tutto con le molte richieste di rimborsi è un esercizio troppo facile e semplicistico. Soprattutto se ci si rapporta alle altre nazioni. Se la FIA su un argomento così complesso a livello internazionale, perché nel caso di Place de la Concorde si mette nel calderone un numero di nazioni e di legislazioni differenti, che in Italia il commissario non abbia fatto lo stesso lascia basiti, almeno per arrivare ad avere un ventaglio di possibilità. Da un ritorno al libero mercato come una decina di anni addietro, oppure studiare i termini di una gara di appalto. Tanto per non ripetere il passaggio dal mercato libero 2015 a quello appaltato direttamente da ACI Sport nel 2016 dove il bando non ha portato un abbassamento delle tariffe, ma aveva registrato un aumento a parità (o quasi) di condizioni. Esattamente l’effetto opposto che dovrebbe portare una gara di appalto per un servizio comune. A questo punto la speranza è che il primo dossier che prenderà in mano La Russa sia quello delle assicurazioni, e visti i tempi strettissimi dovrà farlo contemporaneamente alla scelta delle commissioni e del un suo staff di fiducia. Altrimenti dopo un altro anno con le assicurazioni alle stelle, sempre più gare andranno alle corde, e con meno gare soprattutto nelle discipline di base, continueranno a diminuire i licenziati perché i costi saranno sempre più onerosi per tutti.

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