Il dragone Gallese bissa il successo ottenuto l’anno passato sulle strade di Umea, ed indossa la sua terza corona Svedese, una gara che aveva già firmato quando si correva ancora a Torsby, nel nord del Varmland. Alle sue spalle a completare il secondo podio stagionale monopolizzato dalla Toyota Katsuta e Pajari, i due sconfitti del Montecarlo.
Il fascino del ghiaccio resta qualcosa di unico, vuoi per lo spettacolo che è in grado di regalare al pubblico soprattutto quando si corre con i chiodi lunghi; una superfice viva che si trasforma al cambiare di pochi gradi di temperatura, esaltando la capacità di leggere il fondo dal volante di una vettura. Un esercizio dove Evans in questi ultimi anni si è dimostrato tra i più forti della attuale pattuglia delle star del WRC, così dopo il avere conquistato il secondo gradino del podio nel venti ventiquattro, l’anno passato ha fatto saltare il banco battendo Katsuta in una volata finale imperiale. Quest’anno partendo per secondo nella tappa del venerdì è riuscito meglio ad attenuare gli alti e bassi a cui è esposto chi apre la strada, con un interpretazione perfetta del fondo è riuscito a tenere a distanza di sicurezza Katsuta, ribadendo il suo grandissimo feeling su questo terreno. A dimostrazione della particolare sensibilità al volante di Elfyn, c’è anche il successo nell’edizione monca del 2020 a Torsby, quando si è corso su delle speciali con pochissimo ghiaccio vero. Nella tappa odierna fa sorridere affermare che si sia limitato a marcare gli avversari, visto che Pajari e Katsuta hanno dato vita ad un botta e rispostata stellare, dove Takamoto ha realizzato lo scratch nella replica dei venticinque chilometri di Västervik, ma nel primo passaggio ad andare a scratch è stato il Gallese che nel finale lascia la scia del giapponese e lo piega negli ultimi chilometri, a ribadire chi è il padrone della gara. Nella power stage per un decimo deve lasciare il successo a Neuville, ma i cinque punti del super sunday se li pappa tutti, e prende le redini del WRC con un bon margine su Oliver. Dopo una seconda frazione con qualche cedimento mentale, Katsuta è riuscito a ritrovare l’equilibrio della frazione del venerdì dimostrando di avere ritrovato il suo passo migliore. Mettendo in chiaro a Pajari che la medaglia d’argento era sua e basta. Il giovane Finlandese ha ceduto qualcosina di troppo nel primo passaggio della lunga, a dimostrazione che i fantasmi non sono stati cacciati completamente, ma già nella replica anche se oramai Taka era fuori portata e Oliver ancora molto distante, ha saputo reagire con molto carattere. A completare il trionfo Toyota che monopolizza nuovamente il podio come a Montecarlo, c’è la quarta piazza di Oliver Solberg. Il padrone di casa sperava in un edizione come quella passata, dove partire per primo non era risultato svantaggioso, ma senza la divagazione fuori strada del venerdì avrebbe comunque potuto battersi per il gradino basso del podio.
