EVANS, BIG IN JAPAN

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La frazione finale del Japan propone un Evans veloce quanto basta in difesa dello scettro della gara che conquista per la terza volta in cinque edizioni disputate, alle sue spalle il compagno di squadra Ogier tiene alto il passo e rosicchia il suo svantaggio, si avvicina ma senza mai rischiare più del lecito, attento ai punti iridati che può mettere in carniere.

La gara Nipponica ripropone nel finale un Evans sulla difensiva, con un bel gruzzoletto di secondi da difendere, nessuna certezza perché a bruciare una ventina di secondi basta un testa coda o un qualsiasi cedimento. Dall’altra parte un Ogier pronto a sfruttare il minimo errore altrui, che ha tenuto alta la pressione dal primo all’ultimo metro. Pur tenendo un passo di gara altissimo, non si è mai spinto oltre il limite e rischiando di buttare alle ortiche una seconda posizione che vale un bel carico di punti iridati facili, facili, perché alle sue spalle Pajari insegue ad una mezza minutata. Un finale degno di una squadra dove tra compagni ci si può battere liberamente, ma tra i due è ben chiaro il limite che non si può mettere in gioco punti preziosi per il mondiale piloti e costruttori, tutto per una singola vittoria scratch. Una partita di performance perché sull’asfalto non potrebbe essere altrimenti, ma al tempo stessa tatticamente difficile per l’interpretazione da dare alla gara e al campionato. Con davanti un Evans leader in solitario del WRC, impegnato in una gara che gli ha concesso un vantaggio iniziale. Obbiettivo cercare di mettere altri punticini tra se ed i suoi inseguitori, in vista di una seconda parte di stagione tutta in salita, che a partire dall’Acropoli lo obbligherà a fare i conti con il gap di dovere aprire la strada. Dall’altra un Ogier autore di un inizio stagione dove ha perso parecchi punti, ed in gara del genere non poteva certamente di rischiare di buttare dalla finestra altri preziosissimi punti. Per il lupo di Gap i successi scratch, massino obbiettivo di queste ultime stagioni part time, quest’anno è evidente che è disposto a sacrificarli per il decimo titolo iridato. I suoi punti di ritardo sono tanti, ma da questo punto in avanti sulla terra potrà contare almeno per tre o quattro gare sul vantaggio di partire dietro e puntare a fare bottino pieno. La sfida di oggi è stata un’altra pagina nell’album delle sfide per un successo scratch tra Elfyn e Seb, dove hanno messo sul piatto velocità, intelligenza tattica e rispetto tra compagni di squadra. Sul gradino basso del podio, dopo la parentesi Portogallo ritroviamo il giovanissimo Sami Pajari per la quinta volta a podio in questa stagione, tre dei quali ottenuti sull’asfalto una superfice dove ha raggiunto il livello dei migliori.

CLASSIFICA

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