Lo scontro tra gli enti di promozione e ACI ogni tanto torna a farsi sentire, ed a smuovere le acque è stato il comunicato pubblicato ieri dalla federazione che ammonisce i propri licenziati a non partecipare a manifestazioni non iscritte al calendario nazionale, per le specialità che la normativa sportiva indica come attività agonistiche.
Alla base del comunicato di ammonimento pubblicato ieri dalla federazione c’è la segnalazione da parte di ACI territoriali di manifestazioni a basso contenuto agonistico iscritte probabilmente al calendario di qualche ente di promozione sportivo. Una sorta di guerra a bassa intensità che continua a covare sotto la cenere, e si ripropone a macchia di leopardo e vede la federazione divisa tra ACI territoriali più combattivi, ed altri decisamente più tolleranti. La realtà è quella di una situazione che andrebbe sanata nell’interesse dello sport di base, soprattutto oggi dove le attività di base targate ACI, velocità su terra, formula challenge ecc.., sono oramai in via di estinzione. La ragione è un esagerata professionalizzazione che ha portato i costi a moltiplicarsi in maniera esponenziale, per chi corre ma soprattutto per chi organizza. Riuscire a trovare una mediazione non è sicuramente impresa facile, visto che non è riuscita a nessun presidente di ACI, anche se sarebbe più corretto dire non c’è mai stata una reale volontà, viste le pressioni di molti organizzatori che vedono nelle attività di base una sorta di concorrenza. Una teoria cieca e senza visione per il futuro, che nonostante molti interventi a gamba tesa (contro i piloti e contro gli organizzatori a livello di permessi) non è mai riuscita a cancellare una realtà che continua a esistere, e probabilmente a moltiplicarsi. L’unico risultato ottenuto però è stato quello di dare una mano all’attività di base federale a sparire.
