ELFYN RESISTE SOLBERG VA OUT

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Quel piccolo gruzzolo di secondi racimolato ieri mattina da Elfyn Evans si sta rivelando determinante in una gara dove è molto difficile fare la differenza, l’unico a tentare il riaggancio è Solberg che però finisce ancora una volta fuori strada e butta al vento altri punti mondiali, errore che non fa Sebastian Ogier.

Dopo il successo al Montecarlo nelle gare asfalto ad Oliver Solberg non ne è andata bene una, in Croazia è andato fuori nelle battute iniziali, alle Canarie in quelle finali e tanto per non farsi mancare la terza anche in Japan ha messo giù la tripletta nella tappa centrale. Un uscita di strada abbastanza simile a quella in Croazia, nessun volo spettacolare, semplicemente un errore di linea che l’ha portato a sfiorare il bordo strada agganciandolo con la posteriore destra. In quel momento lo svedese era l’unico a cercare di forzare il ritmo per tentare di ridurre lo svantaggio da Elfyn Evans, il Gallese però anche se a fine mattinata aveva perso una manciata di secondi stava tenendo botta, ed il suo ritmo e quello di Ogier erano molto simili. Evidentemente al limite per quel tipo di asfalto dove il caldo oggi ha ridotto in maniera ancora più sensibile il grip delle gomme; un elemento che Oliver fatica molto di più dei suoi compagni di squadra a leggere. Elfyn è stato bravissimo nel capitalizzare quelle poche speciali che ieri gli hanno dato un vantaggio, ed oggi è partito con un bel piglio per difenderlo, ma giustamente senza andare oltre alla soglia di rischio. Non è certo un caso Ogier abbia battagliato alla pari con il dragone Gallese, un tira e molla in un perfetto equilibrio prestazionale, da parte del pilota più sensibile del WRC nel leggere ogni minimo cambiamento del terreno e delle relative regolazioni del set-up. Un equilibrio prestazione impressionante che prima delle due stage spettacolo finali ha proposto una classifica della seconda tappa con Evans, Ogier, Pajari e Katsuta raccolti in un fazzoletto di 6”.8. Partendo dal principio che ogni pilota ha un limite personale differente, è abbastanza evidente i quattro piloti si stiano battendo al limite delle prestazioni del mezzo, probabilmente plafonate dal limite del pneumatico. Questa non è assolutamente una critica alla gomma, ma un plus dei piloti nel leggere i limiti di auto e pneumatici. Se ieri le cose non erano andate bene la Hyundai, ed ancora meno per la Ford oggi con il caldo lo sprofondo è ancora più evidente. La squadra di Francoforte è dietro a tutte le Toyota, fatta eccezione per Solberg, ma solamente dopo l’uscita di strada. A guidarli è Fourmaux che però paga la bellezza di quasi due minuti, e precede di una ventina di secondi Neuville, che disperatamente continua a modificare il set-up, ma è evidente che le gomme si scandano molto di più rispetto alle Toyota. In fondo al gruppo delle rally1 rigorosamente in maglia nera le Puma della M-Sport.   

CLASSIFICA

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