Il primo passaggio sui ventiquattro chilometri della Isegami’s Tunnel, è condizionato dalla pioggia caduta alla fine della nottata, nella metà dove il sottobosco è più chiuso l’umidità trasforma in una patina fangosa lo sporco e i muschi a bordo carreggiata, ed Evans è bravissimo a capitalizzare la posizione di partenza.
L’elemento centrale della gara Nipponica si confermano nella prima giornata di gara, le differenti condizioni dell’asfalto in un periodo a cavallo tra la primavera e l’estate, e di conseguenza la capacità di leggere le gomme senza dei test specifici. A dare una connotazione ben precisa alla gare è stato il giro del mattino, dove l’ha fatta da padrona l’umidita per la pioggia caduta nella notte, in maniera particolare nei tratti di sottobosco. Ed a fare la differenza che ha sparato la Yaris Rally1 di Elfyn Evans in testa alla gara è stata la seconda metà della speciale lunga di giornata. In una strada dove tagliare è impossibile, a bordo carreggiata si accumula però uno strato di sporco che soprattutto nel sottobosco più chiuso genera un finissimo tratto muschiato. La pioggia caduta nelle ore precedenti ha mantenuto questo strato al limite del bagnato e con il passaggio delle vetture si è creata una patina scivolosa sempre più estesa che ha rallentato moltissimo chi partiva dietro. Ad approfittarne è stato il dragone gallese, che ha capitalizzato al massimo la posizione di partenza, che almeno per una volta non rappresentava un gap, ma un vantaggio. Un colpo solo che ha permesso a Elfyno di dare un bello strattone e portarsi al comando della gara, mollando ben sette secondi a Solberg ed una quindicina a Ogier. Nelle speciali seguenti Evans continua a tenere alto il passo e firma altri due scratch, ed a fine giornata può contare su 15”.7 su Solberg e 17”.1 su Seb Ogier, mentre Sami Pajari quarto, accusa un ritardo che supera i quaranta secondi. A chiudere la top five ci pensa un Neuville che nel giro del mattino ci mette l’anima, ed anche se la posizione di partenza non è quella ottimale si difende come un leone, ma il gap prestazionale sull’asfalto della Hyundai è lo stesso pagato alle Canarie, ed a fine giornata il ritardo sfiora il minuto. Alle sue spalle incombe l’ombra di Katsuta che nella prima speciale di giornata ha pizzicato una gomma in una linea troppo abbondante rimediando una foratura. Un peso che si fa sentire nel giro del mattino dove sa di non potere contare su un’altra ruota di scorta. Fourmaux in qualche maniera si difende ed è settimo ad una dozzina di secondi da Takamoto. Sprofondo nero per Paddon, l’unica consolazione è quella che la Ford sembra fare fatica a contenere le Rally2.
