Il giovane pilota cuneese è ormai da qualche stagione uno dei volti noti delle gare della Coppa Rally di Zona 1 al volante della Renault Clio Rally 5 con la quale ha dimostrato di aver ereditato dal papà Roberto il talento e la passione per i motori.
Quando pensiamo ai rally piemontesi tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo Millennio uno dei nomi che risuonava spesso e volentieri sulla bocca degli appassionati era quello di Roberto Botta. Imprenditore e grande appassionato di rally, Botta seppe costruire la propria fama grazie ai risultati ottenuti con le Renault Clio Williams e S1600 del team Balbosca, oltre alle splendide prestazioni nel Trofeo Rally Asfalto con la Peugeot 206 WRC, e con la vittoria nel Rally di Alba 2007 a fare da ciliegina sulla torta. Purtroppo, come spesso accade, il destino ha deciso diversamente costringendoci a dover dire addio troppo presto al pilota piemontese, il quale ci ha lasciato nel 2019 a causa di un brutto male. Nonostante ciò la tradizione rallistica di famiglia viene portata avanti con grande impegno dal figlio Alessandro. Classe 2003, e neolaureato in Economia e Management, fin da piccolino ha avuto modo di crescere tra i motori ereditando così la passione per le auto. Nel 2022 la grande occasione, ovvero quella di esordire a soli diciotto anni nelle vesti di pilota in un rally dal passato illustre come il Rally della Valle d’Aosta al volante della Renault Clio Rally5. Una gara speciale, perchè qui quindici anni prima papà Roberto aveva collezionato un fantastico secondo posto con la World Rally Car del Leone Rampante, e con alle note il compianto Gil Calleri. Grazie ai preziosi consigli del suo esperto navigatore Roberto Aresca, il quale tutt’ora lo sta accompagnando in questo percorso di crescita, era riuscito a portare a casa la vittoria nell’Under 25 e il secondo posto tra le Rally5. Un risultato che ha spinto il giovane di Sant’Albano di Stura a continuare questa sua avventura nei rally anche negli anni a seguire diventando uno dei giovani più apprezzati nelle gare della Coppa Rally di Zona 1.
– Alessandro, arrivando da una famiglia dove i rally sono di casa era veramente difficile non innamorarsi di questo sport.
” Quando ero piccolo mi ricordo che in più occasioni mi era capitato di salire sulla pedana di arrivo insieme a mio papà, e devo ammettere che all’epoca non apprezzavo molto perchè avevo paura del rumore delle macchine. Poi con il passare degli anni ho cominciato a seguire sempre di più i rally, e spesso e volentieri andavo insieme a mio nonno. Da lì la passione e via via cresciuta fino a quando ho compiuto diciotto anni e ho esordito come pilota al Rally Valle d’Aosta.”
– Al tuo fianco in quella gara c’era Roberto Aresca, il quale è ancora il tuo attuale navigatore. Possiamo dire che è da sempre una figura preziosa in questo tuo percorso di crescita nel mondo dei rally.
“Assolutamente sì. Come navigatore mi è stato consigliato da Gil Calleri, colui che mi ha indirizzato in questo mondo, e con Roberto fin dall’inizio si è instaurato un ottimo feeling e mi ha sempre aiutato molto grazie alla sua preziosa esperienza. E poi sicuramente anche l’amicizia che c’era già da prima con mio papà ha posto le basi per creare questo splendido legame.”
– Come gara d’esordio come mai la scelta era ricaduta sul Valle d’Aosta?
“Essendo che avevo conseguito la patente solo qualche giorno prima del rally, cercavamo una gara che non fosse troppo impegnativa, visto che non avevo nessun tipo di esperienza, e tramite i consigli di Roberto Aresca e Gil Calleri abbiamo deciso di optare sul Valle d’Aosta perchè ritenuto meno probante rispetto a un Rally Regione Piemonte, dove era più facile trovare strade con tagli, sporco, e dove era più facile commettere qualche errore per via della poca esperienza.”
– Della Renault Clio Rally5, vettura con cui gareggi nelle gare della Coppa Rally di Zona, cosa ci puoi dire?
“Direi che è un’ottima macchina per chi si affaccia a questo mondo ed è alle prime armi. Come auto è molto semplice, spontanea, però allo stesso tempo molto divertente e permette di togliersi comunque delle belle soddisfazioni.”
– Passando invece al 2025, se dovessi tracciare un bilancio della tua stagione nella CRZ ti puoi ritenere soddisfatto dei risultati conseguiti?
“La stagione passata ho avuto l’opportunità di fare tre gare: Vigneti Monferrini, Rally Regione Piemonte e il Rally di Santo Stefano Belbo. Rispetto agli anni precedenti con Roberto Aresca abbiamo notato un crescendo nelle mie prestazioni, già a partire da Canelli. La gara era veramente tosta perchè ho trovato delle condizioni climatiche e di asfalto che non avevo mai trovato prima: pioggia, fango, sporco. E quindi è stato un weekend dove da un lato ci si doveva divertire ma dall’altra parte bisognava stare molto attenti alla scelta delle gomme e a non fare errori. Per quanto riguarda il Rally Regione Piemonte era la prima volta che prendevo parte alla gara albese ed è stato uno dei più bei weekend che ho vissuto perchè ho avuto modo di prendere parte alla gara del CIAR e di confrontarmi con i tempi dello Junior, anche se sono di un altro livello. E poi aver avuto l’opportunità di correre sulle strade che qualche anno prima avevano percorso insieme mio papà e Gil Calleri è stata un emozione unica per me. Infine al Rally di Santo Stefano Belbo non è stato facile trovare la giusta concentrazione all’inizio perchè la mancanza di Gil si è fatta sentire, però grazie a Roberto sono riuscito a sgomberare la mente in vista della domenica cogliendo anche un bel risultato e ricordando nei migliori dei modi mio papà e Gil, e anche al fine prova, quando ci siamo tolti i caschi, ci siamo dati un grande abbraccio ed è stato sicuramente un momento per me indimenticabile.”
– In ottica 2026 ti rivedremo nuovamente al via delle gare della CRZ?
“Al momento non ho ancora un programma concreto in mano, però, budget permettendo, l’idea è quella di ripetere l’esperienza nelle gare di zona.”
– Sempre in ottica futura, se avessi l’opportunità di salire un gradino oltre la Rally5 a quale macchina guarderesti con interesse?
“Con la Rally5 mi sono sempre trovato bene e mi ha consentito di divertirmi parecchio, e anche se ad inizio anno c’era la possibilità di fare uno step in avanti, abbiamo scelto di rimanere fedeli a questa categoria. Però se dovessi salire su una macchina di una classe superiore mi piacerebbe provare la Clio Rally3, la quale sarebbe il giusto compromesso e consentirebbe allo stesso tempo di fare esperienza su una quattro ruote motrici. Inoltre non nego, vedendo i risultati ottenuti nel 2025, che la curiosità di vedere cosa si potrebbe fare con una vettura del genere c’è.”
– Essendo che siamo in un periodo in cui il ritorno di Lancia nel WRC con la Rally2 sta destando grande clamore, e vista ormai la presenza di molte Ypsilon Rally4 nelle gare della CRZ, da parte tua, anche se hai solo 23 anni e non hai vissuto l’epoca d’oro del marchio torinese, cosa ne pensi di questo ritorno?
“È una bella notizia, perchè la presenza di una nuova Rally2 che può andare a competere nel Mondiale spezzando un pò il dominio Skoda non può altro che fare piacere. Anche aver lanciato una versione Rally4, in una categoria che è da sempre ricca di avversari, con un modello che sta funzionando molto bene è una cosa meravigliosa. Inoltre il ritorno di un brand così prestigioso ha riacceso la scintilla e l’interesse per questo sport, e che forse si era un pò spenta nell’ultimo periodo, e ha dato una scossa sia a livello italiano che mondiale perchè è bene ricordare che ci troviamo di fronte ad un evento unico ed atteso da parecchi anni.”
By Matteo Serena
