La foratura che ha strappato a Basso la leadership provvisoria ha scatenato una battaglia campale tra Andrea Crugnola, Simone Campedelli e Roberto Daprà sul filo dei decimi di secondo, ed a spuntarla con un colpo di reni sul filo di lana è stato il pilota varesino che si lascia Campedelli a 0”.9 e il trentino a 2”.3.
Un arrivo così tirato con tre piloti a battersi sul filo dei decimi di secondi sino all’ultimo metro di speciale, non è cosa da tutti i giorni. Dopo novantasette chilometri di prove speciali al via del terzo e ultimo passaggio della gara sulla Viticuso, speciale di tredici chilometri e seicento metri i tre pretendenti si sono presentati al via nel seguente ordine Crugnola, Campedelli e Daprà raccolti in un fazzoletto di appena 9 decimi. Una situazione equilibrata a livello di classifica, ma ancora più impressionante è stato l’equilibrio dei valori tra i tre piloti, soltanto ad inizio campionato andato fuori gioco Basso, il pilota varesino probabilmente si sarebbe buttato tutti alle spalle senza troppi problemi, invece dopo avere dimezzato il ritardo nelle prime speciali gli ultimi cinque secondi ha dovuto sudarli tutti, metro dopo metro. Da una parte una Citroen C3 Rally2 che sta perdendo qualche colpo nei confronti delle Fabia RS evolute, dall’altra due piloti che ritrovandosi nel vivo della battaglia hanno risposto presente. Crugnola e Ometto probabilmente non hanno mai vissuto una gara così sofferta, prima l’errore nella power stage iniziale, e subito dopo hanno sbattuto il muso contro una realtà durissima, oltre a non riuscire a riguadagnare terreno su Basso nel finale si sono trovati contro degli avversari che sentendo il profumo di vittoria hanno tirato fuori il loro istinto predatorio. Ma nel terzo passaggio sulla Viticuso, Andrea ha dato la zampata del campione andando ad abbattere il muro degli otto minuti, mettendo in fila Daprà (a 2”.4) e Campedelli sette decimi più in là del trentino. Roberto Daprà e Luca Guglielmetti non solo hanno confermato quanto di buono avevano già fatto a Roma, ma hanno dimostrato di essere in pieno crescendo e con un pizzico di costanza in più, su qualche speciale dove hanno lasciato qualche decimo di troppo, non solo potevano cogliere il gradino più alto del podio, ma hanno dimostrato di avere nel mirino anche il loro capitano Giandomenico Basso. Masticano amaro Simone Campedelli e Tania Canton con una terza piazza che per qualche decimo poteva diventare un successo che anche per loro sarebbe stato strameritato. Partiti forte ma forse senza quel pizzico di mordente in più che ha permesso a Basso di allungare, nel finale sono stati imperiali nel mettere alla frusta la loro Fabia RS, dimostrando di avere ritrovato la verve dei giorni migliori.
