CROAZIA, NEUVILLE SALTA AL COMANDO

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La Hyundai non ha ancora recuperato tutto il gap prestazionale, in particolare sull’asfalto, ma una gara complicata su speciali molto sporche e con tanti tagli a rischio foratura, mandano alle corde anche le due Yaris superstiti, ed un Neuville perfetto nel dare la giusta interpretazione alla gara tiene il passo e senza colpo ferire si ritrova in mano una leadership solidissima.

Neuville nel secondo passaggio sulla lunga della giornata tiene un buon passo, con un pizzico di attenzione in più nei tagli dove ci sono più pietre, confermando una condotta tatticamente perfetta, attento a evitare errori e soprattutto le forature. Una gara concentrata su se stesso, senza guardare cosa faceva davanti a lui Pajari o dietro un Katsuta in versione tira e molla, scommettendo tutto su una gara che non si sarebbe giocata su uno spunto velocistico. E nella partita a tre con Sami e Takamoto, anche loro concentrati a evitare le tante trappole disseminate lungo il percorso, è quello cha ha saputo mantenere i nervi più saldi di tutti. Un passato con troppi errori nella gestione degli scontri diretti, dove a sbagliare spesso era stato lui, esattamente come in Arabia l’anno passato ha saputo gestire tatticamente la gara nella maniera migliore. Dopo l’uscita di Soberg, ed Evans ha capito che poteva essere la sua ora, anche se la sua vettura sull’asfalto ha dimostrato di pagare ancora un certo gap. In un mesetto a full test la i20 N sull’asfalto è migliorata, sulla prestazione pura però concede ancora qualche decimo alle vetture di Jyvaskyla. Ma su delle speciali che si sporcavano dopo un paio di vetture, e nella bouclé pomeridiana sfioravano l’incredibile, lui ha tirato fuori le linee migliori, un pizzico meno esagerate di chi sfruttava le traiettorie più dritte, ma quelle ideali per trovarsi in uscita subito sulle rotaie più pulite dove dare il massimo della trazione possibile. Alle sue spalle nonostante una foratura nel finale della lunga, Takamoto Katsuta si ritrova ad un minuto dal belga, troppo lontano per potere pensare al sorpasso o solamente metterlo sotto pressione. Il fresco vincitore del Safari approfitta però della foratura che obbliga Pajari allo stop dopo pochissimi chilometri, e riesce a guadagnarsi la seconda posizione. Sami perde la leadership e scivola in terza posizione ad una ventina di secondi dal compagno di squadra, un distacco che si dilata nelle due restanti speciali perché la sua Toyota è rimasta senza ruote di scorta e non può permettersi di non arrivare al service park serale, rischiando di fermarsi per strada. Quarto lumachina Paddon, che sempre sulla lunga fora e perde due minutate salvando la quarta posizione dalla Lancia di Yohan Rossel. Gara da dimenticare per Fourmaux, attardato ieri, mette nel mirino la quarta piazza del compagno Paddon, ma sull’ultima stage del mattino una linea non perfetta sullo sporco lo manda contro un antitaglio e danneggia irrimediabilmente la sospensione, ed anche lui deve rifugiarsi in super rally.

CLASSIFICA

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