La gara, prevista per la settimana prossima, atto finale del campionato si è vista costretta a gettare la spugna per un’insufficiente numero di adesioni che hanno reso l’evento economicamente insostenibile, la plastica dimostrazione della crisi in cui sta versando il pianeta terra CIRT compreso.
La PRS GROUP, per voce del suo patron Oriano Agostini ha comunicato l’annullamento della diciottesima edizione del Rally delle Marche prevista per l’8 e 9 novembre, prova che sarebbe andata a concludere il Campionato Italiano Rally Terra (CIRT). Una decisione quasi obbligata per il ridotto numero di iscrizioni pervenute, al di sotto di quota trenta equipaggi, insufficiente per garantire i costi per sostenere l’allestimento e la realizzazione della gara nel rispetto degli standard di sicurezza e qualità necessari. Un vero peccato soprattutto per gli sforzi dalla gara Marchigiana per andare a rinnovare il suo percorso, spostando il suo baricentro nella città di Urbino su delle speciali rinnovate nel tracciato e con un fondo tra i più belli della terra italiana. Una dimostrazione plastica della crisi che sta attraversando la terra made in Italy, alla quale vanno date delle risposte per riuscire a iniettare nuova linfa vitale a una base oramai in dissolvenza. Risposte complesse che vanno valutate a fondo lasciandosi alle spalle in primis la riluttanza verso il cambiamento, mentre sino ad oggi a partire dalla federazione tutti hanno fatto finta di non vedere cosa sta succedendo. Ed il fatto che a gettare la spugna sia stato un organizzatore che vive per la terra, ed ha fatto sforzi enormi nelle passate stagioni per mandare via gare come il Marche 2024 con appena 36 iscritti, deve fare preoccupare.
