CIAR SI TORNA AI 150 CHILOMETRI ?

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Tra le novità 2026 che i rally made in Italy stanno seriamente mettendo al vaglio c’è la proposta avanzata dalle principali squadre di riportare le due tappe del CIAR ad un chilometraggio più consistente, per l’esattezza si è parlato di 150 chilometri totali di gara, quelli dell’era prepandemia della stagione 2019.

Il salvataggio dei rally negli anni del covid, nelle stagioni 2020 e 2021, hanno imposto dei cambiamenti emergenziali con un drastico taglio dei chilometraggi, per andare incontro alle norme stringenti imposte da governo e prefetture. Quando però l’emergenza è finita, dopo un timidissimo tentativo di tornare ad allungare le gare, la paura di un emorragia di concorrenti ha visto chi scriveva i regolamenti mettere e togliere chilometri, dando l’impressione di essere completamente in balia degli umori del momento. Una linea che non dava una direzione dove guardare, ma ha sempre subito gli eventi e chi in quel momento tirava la giacchetta. La sola idea di riportare il CIAR ad un chilometraggio di centocinquanta chilometri, da mandare giù in due tappe, è destinata a raccogliere una standing ovation. Una richiesta condizionata dall’analisi degli elenchi iscritti, che dalla passata stagione a quella attuale hanno perso una decina di rally2, nelle prime quattro gare del 2025 (Ciocco, Alba, Targa e Due Valli) la media delle rally2 si è ridotta ad una ventina a gara. Un manipolo di piloti con dei budget in grado di sopportare gli inevitabili aumenti sui noleggi (costo che si calcola a chilometro), ma sotto il profilo economico nel costo complessivo si andrebbe ad ammortizzare meglio i costi di assistenza e trasferte, che resterebbero invariati. A fronte di un aumento minimo per i piloti ci sarebbe una maggiore soddisfazione con trenta o quaranta chilometri in più con il casco in testa. Un ragionamento che si amplifica nelle classi minori, le tariffe di noleggio sono molto più basse ma assistenze e trasferte gravano nella stessa maniera delle vetture più potenti. Quello che lascia un po’ perplessi è l’entità di un salto decisamente importante, oggi il regolamento CIAR prevede un range dai 100 Km. minimi, ad un massimo di 120 Km, ma nelle prime quattro l’unica a scavallare i 110 è stato il Regione Piemonte. A mettere la richiesta sui tavoli dell’ACI sono state le squadre, ma per il momento in merito non si sono sentite le voci degli organizzatori. Non bisogna dimenticarsi che molte spese sono schizzate alle stelle, le iscrizioni ai vari campionati sono anche queste fuori controllo, motivo per cui è impensabile andarle a ritoccare, ed il rischio di perdere iscritti potrebbe risultare fatale a molti budget già molto risicati.

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