Il rally maratona Kenyota con partenza e arrivo dalle parti di Mombasa, ieri si è fermato per la giornata di riposo, non lontano da Nairobi. I due piloti di casa Baldev Chager al volante di una Porsche 911 e Piers Daykin su una Datsun 280Z hanno fatto il vuoto, ma un problema tecnico costato molto caro a Daykin ha consegnato a Chager una leadership solitaria.
La prima metà del East African Safari Classic Rally ha proposto quattro tappe, dodici speciali per un totale di novecento tre chilometri, una quattro giorni intensa sotto tutti i profili, che si propone come una via di mezzo tra un Safari degli anni settanta ottanta, e quelli a cavallo degli anni duemila con le prime prove speciali vere. Dopo la parentesi iniziale con le Porsche 911 del britannico Grimes e del belga Miclotte, a dettare il passo in cattedra ci sono saliti Pires Daykin e Lloyd Destro, che hanno messo le ali alla loro Datsun 280Z e sulla speciale di settanta cinque chilometri hanno dato uno strattone mandando in frantumi tutto il gruppo. Alle sue spalle Chager salta Miclotte e Grimes salendo così in seconda posizione ma con un distacco dal nuovo leader di un paio di minutate. La gara ha preso così una sua piega ben precisa con la Datsun davanti a tutti che ha ingaggiato nelle prime quattro tappe un appassionante braccio di ferro con la Porsche di Chager, un tira e molla continuo che ha visto il distacco tra i due allungarsi sino ai tre minuti per scendere ad una minutata. Alle loro spalle però si è registrato un vero e proprio sprofondo, ed alla fine della seconda tappa gli olandesi Remon Vos e Jos Verstappen, rispettivamente terzo e quarto, pagano alle due lepri la bellezza di tredici minuti. Più che un distacco una voragine, ed alla fine della terza tappa il distacco di Vos, sul gradino basso del podio arriva a sfiorare i venti minuti. A dare una svolta al braccio di ferro per il primato è la quarta frazione, la Datsun 280Z si ferma per un serio problema meccanico, ed anche se Daykin riesce a metterci una pezza, la riparazione gli costa la bellezza di tre ore e cinquanta minuti e precipita attorno alla trentesima posizione. Chager si ritrova così una leadership solida e soitaria, ed inizia ad amministrare anche se la maratona Africana ha appena superato il giro di boa. Alle sue spalle sale il britannico Harry Hunt, mentre il gradino basso del podio lo aggancia il russo battente bandiera cipriota Evgeniy Kireev in lotta sul filo dei secondi con Jourdan Serderidis, una sorta di monopolio Porsche che conta ben otto vetture nella top ten.
