CERCHIOBOTTISMO ASSICURATIVO

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Il dossier assicurazioni dopo lungo silenzio si è chiuso a gennaio con una soluzione ispirata al miglior cerchiobottismo politico. Restando focalizzati sul mondo dei rally, da una parte si è andato ad abbassare il premio di un 3000/5000 per evitare cancellazioni e proteste chiassose, ma dall’altra l’integrazione per le extravetture (oltre i 100 iscritti) è passata da 50 a 391 euro a vettura.

Se ci sia stato un bando o meno poco cambia, perché visto le specifiche problematiche, esattamente come nel passato maggio, su questo dossier si può indire un bando senza obbligo di pubblicazione perché vista la specificità dell’oggetto si interagisce con un numero ristretto di soggetti. In pratica non si è lontani da una sorta di trattativa privata. Dopo l’allarme fatto suonare in autunno di un probabile aumento, era abbastanza evidente che con un numero considerevole di organizzatori in ginocchio, questo avrebbe indotto molti a gettare la spugna e probabilmente qualche protesta sarebbe venuta a galla. Era quindi necessario dare un colpo alla botte, ed è così arrivato un taglio, se vogliamo anche abbastanza sostanzioso che varia dai meno € 5.000 degli Internazionali non titolati e Ronde, ai € 4.000 del CIAR, ai circa € 3.000 dei nazionali non titolati, ai campionati support CIRT, CIRC e CRZ. Appellandoci a un detto popolare possiamo dire “piuttosto è meglio di niente”, figuriamoci se la situazione fosse addirittura peggiorata. Siamo però ancora ad anni luce dal tariffario del venti ventiquattro, a grandi linee stiamo ancora veleggiando su delle tariffe raddoppiate rispetto ad allora, e mille euro più, mille meno, siamo al doppio anche rispetto a molte altre nazioni europee. Assieme è però arrivato un bel colpo di assestamento anche al cerchio (della botte), il premio a equipaggio per le vetture in eccedenza (fissato nei rally al superamento delle 100 vetture) dopo essere passato da € 30, a € 50 nel venti venticinque, è schizzato alla bellezza di € 291 a vettura nella stagione che ci apprestiamo ad affrontare. Un passo in avanti, ed uno mezzo indietro non può certamente andare a chiudere questo dossier, che ha e continua a gravare pesantemente sugli organizzatori, e per logico riflesso sui piloti che registrano un aumento più che significativo delle iscrizioni in tutte le tipologie di rally.

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