CAPORETTO HANKOOK

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All’Acropoli il costruttore di pneumatici Coreano era arrivato con più di una preoccupazione per il cambio di stagione, ma nonostante i timori iniziali non era andata così male, quello che non si attendevano di certo in Paraguay è un fondo decisamente più abrasivo e una valangata di pietre che già al primo passaggio hanno moltiplicato le forature e anche l’usura.

Sparare contro le gomme è uno sport che va avanti da decenni, iniziato quando i rally hanno completamente abbandonato la loro componente di regolarità, ed oggi che si è passati alla mono fornitura sono diventati il parafulmine ideale. Da buttare sul banco degli imputati se manca la prestazione, figuriamoci quando arrivano le forature, e poco conta se queste sono arrivate perché qualcuno ha superato tutti i limiti, con dei tagli impossibili. Lo spostamento di data dell’Acropolis, da settembre a giugno, con temperature più alte, ed un terreno più sassoso per i temporali di fine primavera, ha messo in allarme i coreani che alla vigilia della gara di Atene sono arrivati con una gomma nuova più dura. Un punto interrogativo, ma fortunatamente qualche grado in meno ha evitato il crearsi di situazioni limite. Ma in una gara che non sembrava così temibile come il Paraguay, come testimonia la scelta delle mescole soft da parte di Toyota e Ford nel giro del mattino, gli unici a imbarcare due hard sono stati Neuville e Paddon, mentre Fourmaux ne ha imbarcata solamente una. Ma la prima bouclé del venerdì è stata un autentica caporetto, a differenza della passata edizione le pietre vagavano in carreggiata già prima del primo passaggio del venerdì mattina, e le forature hanno flagellato l’intero plotone. Ma quel che ha scombussolato i piani di tutti è stato un fondo asciutto, duro e molto più abrasivo dell’ultima edizione. Alla fine dei trentaquattro chilometri della terza speciali di Yerbateras sono arrivati tutti con i battistrada ridotti all’osso, ed in alcuni casi per metà o interamente delaminati. Ad uscirne più o meno indenni sono stati Paddon nuovo leader provvisorio e Mc Erlean che delamina alla fine della lunga ma limita i danni, tallonati a qualche manciata di secondi da Evans e Pajari. Le due Toyota aprendo la strada hanno sofferto lo sporco e il briciolino che però gli ha dato una mano ad attenuare l’usura dei pneumatici, ed anche se la lunga l’hanno conclusa perdendo pezzi di battistrada sono riusciti a limitare i danni.

CLASSIFICA

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