Uno Svezia in un certo senso inedito, con un freddo polare, un fondo con un ghiaccio molto duro, dei muri di neve abbastanza bassi e delle carreggiate più allargate, nella prima giornata di gara potrebbero regalare un vantaggio a chi parte dietro, che nelle passate edizioni non è mai stato evidente, anzi partire davanti a volte è stato un vantaggio.
La spolverata di neve che ha preceduto la gara in realtà non ha modificato una situazione che da queste parti è abbastanza anomala. La regione di Umea ci aveva abituati ad un abbondante presenza di neve con argini molto alti e carreggiate abbastanza strette, questa volta invece i muri sono decisamente bassi e senza grosse precipitazioni gli spazzaneve hanno potuto mantenere una carreggiata bella larga. Condizioni che permettono di abbondare maggiormente nelle proprie linee, ma soprattutto neve e ghiaccio tritati non rischiano di ritornare in strada mantenendo delle linee più pulite. L’imbiancata di questi ultimi giorni non è andata a cambiare le condizioni delle strade, al più potrebbe rappresentare un gap per chi partirà davanti, perché con il passaggio di molte vetture, tra ricognizioni e organizzazione la neve si è semplicemente compattata. Con delle temperature polari non è riuscita a legarsi in una vera gelata, e con il passaggio dei concorrenti si rimuoverà rapidamente lasciando spazio a linee pulite su un fondo durissimo. Condizioni che potrebbero spalancare un portone a chi parte dietro, in particolar modo a Esapekka Lappi, nono sulla strada; anche se oramai è da più di un anno che non guida una Rally1 è un istintivo e se c’è la motivazione può ritrovare la velocità dei giorni migliori in pochissimi chilometri. Nel venti ventiquattro su queste speciali ha fatto saltare il banco, prendendo il largo nelle fasi iniziali e amministrando con parsimonia nel resto della gara. Una vittoria ottenuta al volante di una Rally1 HY, con la versione senza HY non ha mai corso, ma trattandosi di una vettura più sincera ed equilibrata, potrebbe trovarsi subito a suo agio visto che il suo colpo di volante ha qualcosa in più. Tra gli osservati speciali che partono dietro non può mancare Marins Sesks, l’anno passato ha terminato al sesto posto senza ne infamia ne lode, ma dopo quanto ha messo sul piatto a Jeddah le aspettative sono molto alte. L’anno passato in molte gare la sua Puma non era sembrata al massimo della forma, ma anche se le vetture della M-Sport pagano qualcosa alla concorrenza lo Sweden è un’altra storia e non metterlo nelle stesse condizioni di Josh e Jon sarebbe un peccato mortale. Da tenere d’occhio anche Armstrong, al Monte ha dimostrato velocità e voglia di vincere, la Svezia per lui è un ricordo lontano, con la piccola Fiesta Rally3, ma allora nonostante una sola partecipazione era riuscito a fare saltare il banco nello Junior WRC.
