In pratica il mandato del nuovo presidente non è ancora ufficialmente iniziato; ancora in attesa del decreto del presidente della repubblica, al timone di ACI resta il commissario Del Sette, ma sul suo tavolo di La Russa i dossier che riguardano la gestione sportiva continuano ad accumularsi, e tra pratiche più scottanti ci sono le assicurazioni.
In tutti questi anni a memoria non ricordiamo un mandato presidenziale iniziato con delle decisioni sotto il profilo sportivo, così delicate da affrontare, che potrebbero segnare in maniera importante il futuro del motorsport nostrano. I numeri globali, in particolare per quanto riguarda le corse su strada, dimostrano una buona tenuta, ma buttare tutto dentro un unico calderone è molto comodo per nascondere magagne e sofferenze. Molte di queste però non può certo spettare al neo presidente Geronimo La Russa risolverle, ma sarà vitale il suo ruolo nel disegnare una nuova squadra cercando di individuare persone dinamiche in grado di dare una scossa, e iniettare nuova linfa vitale, alle commissioni di tutte le discipline. Ma c’è un dossier che scotta più di tutti e deve essere risolto molto rapidamente, quello delle assicurazioni gara dove la toppa che è stata messa questa primavera più che costosa è al limite dell’insostenibile. In pratica si è tornati ad uno stato di monopolio, con una compagnia differente dall’anno passato, ma uscendo completamente dal mercato di questo settore visto che rispetto agli altri paesi Europei, a cominciare dai nostri vicini, i costi di una pratica a seconda del tipo di gara sono raddoppiati se non triplicati. Questo ha mandato in sofferenza moltissime gare, ed anche se per adesso le cancellazioni sono state abbastanza poche, molte sono le gare che hanno stretto i denti se non altro per non buttare dalla finestra l’iscrizione a calendario. Ed anche se nessuno si è lamentato in maniera chiassosa, il rischio di perdere molte gare nei prossimi due anni è tangibile. Se da una parte sfoltire i calendari non è un male assoluto, diminuire le gare per avere degli elenchi iscritti più corposi, è come nascondere la polvere sotto il tappeto. Ne va della sopravvivenza di un motorsport con un ampia base di licenziati. Sino ad oggi i costi per gli organizzatori sono continuati a salire per non dire impennarsi e pensare di diminuire le iscrizioni e i costi per i concorrenti oggi è utopia pura. Il dossier assicurazioni deve essere affrontato adeguandosi alle proposte del mercato libero Europeo, andando a livellare costi e garanzie a quelle dei paesi limitrofi, intervenendo se necessario anche a livello legislativo. Anche perché la pezza attuale fa acqua da tutte le parti. Un dossier che se per i rally pesa in maniera pesante rischia di soffocare definitivamente tutte quelle discipline di base che dal duemila ad oggi si sono azzerate quasi completamente.
