ASSICURAZIONI ARRIVA UN’ALTRA TEGOLA?

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Nelle passate settimane siamo ritornati a più riprese a parlare di uno dei temi più critici delle gare made in Italy, le assicurazioni gara; un nodo che invece di sciogliersi rischia di complicarsi e secondo voci di corridoio si rischia di continuare con un’altra stagione di caro assicurazioni, con il rischio di ulteriori rincari.

Ad oggi è difficile capire se arriverà o meno un bando per le assicurazioni gara per la stagione venti ventisei, oppure ci sarà un bando sulla falsariga di quello che ha portato al tariffario attuale, alla fine del mese di aprile. L’oggetto del contendere resta una formula complessa di norme, in buona parte d’Europa le assicurazioni non coprono le vetture in trasferimento, che devono essere coperte da una loro assicurazione, dettaglio che incide in maniera molto pesante sul prezzo. Nonostante le tante promesse di andare a rivedere la norma italiana, ed adottare dei codici simili a quelli del resto di Europa, nessuno si è mosso in tal senso, ma tantomeno è stata espressa la volontà di tornare sul libero mercato, abbandonato nel lontano 2016, quando si passo ad un broker unico con il quale non si interfacciavano gli organizzatori, ma tutto passava tramite federazione. Secondo molti la pezza che è andata a metterci la Sara Assicurazioni, una realtà a partecipazione ACI, che controlla l’ottanta per cento del capitale. Sara ha ridotto e stabilizzato le tariffe fuori controllo di inizio stagione grazie ad un presunto intervenendo di ACI a garanzia economica, ed in virtù di questo apporto è stato stilato l’attuale tariffario. Un intervento una tantum che verrà a mancare, ed a quanto sembra quel tariffario potrebbe subire aumenti importanti, con l’unico pro dell’eliminazione del balzello franchigia. Per il momento si tratta di un preoccupante tam tam che circola dietro alle quinte, ma l’immobilismo di questi mesi sull’argomento, da parte di una gestione commissariale piuttosto attiva sul piano sportivo (dal caso Sardegna ai cambiamenti nelle serie tricolori), non induce all’ottimismo. Il fatto che su questo dossier attualissimo e molto scottante, non si sia mosso nulla e sia sceso un silenzio tombale, da l’impressione non ci sia una volontà di intervenire.

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