In questi giorni l’Arabia dovrebbe sciogliere i dubbi su un eventuale cancellazione, dai più data per cosa certa visto la situazione degli scontri tra USA e Iran, e gli Houthi sul fronte dell’Arabia meridionale. Una situazione difficile per gli spostamenti logistici in una zona di guerra, ed anche a livello assicurativo.
Oramai è stata superata la dead line di fine agosto, legata a dei vincoli contrattuali tra il promotore, la parte federale e l’organizzazione saudita, la decisione è una questione di giorni oppure di ore. L’orientamento che aleggia in maniera sempre più insistente propende alla cancellazione, gli scontri nel golfo Persico, sia pure a bassa intensità non sono mai cessati. A tutti gli effetti l’Arabia Saudita si trova in zona a rischio bombardamenti, e questo comporta una logica riluttanza di Toyota piuttosto che Hyundai a mandare il loro personale in una zona a rischio, senza considerare il problema legato alle assicurazioni gara, ed a quelle personali indisposte a rispondere ai rischi di guerra. A questo punto ogni ritardo nella comunicazione potrebbe essere legato al comunicare contemporaneamente alla cancellazione l’eventuale sostituta. L’eventualità di chiudere il campionato con una gara di anticipo, vista la lotta nel campionato piloti (anche se si tratta di una sfida tutta interna alla Toyota) farebbe storcere il naso a molti. Inoltre si verrebbe a creare un buco tra la vecchia e la nuova stagione (che ripartirà dal Montecarlo) di quasi quattro mesi, un eternità in particolare in un momento critico per i cambiamenti regolamentari. In questo periodo le candidature a subentrare all’Arabia sono state molteplici, ma le più accreditate sono il sei città, gara portoghese valida per l’ERC in calendario nel quarto fine settimana di ottobre. Nella stessa data si è fatta avanti anche la candidatura del Catalunya, gara del super campionato spagnolo ma con una grandissima esperienza WRC alle spalle, ed una fortissima pressione politica della Spagna, federazione molto vicino alla presidenza della FIA. Si tratta però di una gara asfalto, a meno non si intenda rispolverare l’edizione 2025 in versione gara mista. Una decisione che comunque vada influenzerà il finale del campionato piloti, visto quanto l’Arabia risulta penalizzante per chi parte per primo.
