ALLERTA! CHI VUOLE ACCORCIARE IL WRC?

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La pubblicazione del percorso estone, condensato in un week end sempre più corto, trecento chilometri da mandare giù in poco più di quarantotto ore; shake down il venerdì mattina e partenza a inizio pomeriggio, segna il ritorno a una filosofia che vorrebbe ridurre i giorni di gara (il detto), per potere inserire nuove gare (il non detto).

L’Estonia in versione corta, o meglio condensata, non è certo una novità, visto che durante la pandemia e nelle stagioni seguenti qualcuno si era già avvicinato a questo format, su una spinta mai dichiarata troppo apertamente che arrivava dalla WRC Promoter. Questa nuova versione short dell’Estonia, memore delle spinte a cui si era assistito nelle prime stagioni degli anni venti, ha fatto drizzare le antenne a molti addetti ai lavori. Accendendo in radar per cercare di captare cosa si muove dietro le quinte, anche se si tratta di semplici rumors qualche preoccupazione è cominciata a crescere, visto che potrebbe esserci lo zampino del nuovo Promoter che sta cominciando a sondare il terreno, muovendo i primi passi in maniera ufficiosa. A quanto trapela la visione di Eric Boullier avrebbe trovato una buona spalla in Ciryl Abiteboul nel trovare una teorica risposta al caro WRC, cercando di ridurre la settimana di gara di un’altra giornata. Un idea che però in precedenza ha sempre avuto un retropensiero che non è così economico, andare ad aumentare le attuali quattordici gare in calendario, e non sorprende vedere chi proviene dalla Formula 1 sposare la filosofia dei calendari strapieni. Comprensibile il loro calcolo economico lineare, più gare più gettoni di presenza all’incasso, conti fatti però senza l’oste, o meglio senza mettere in conto le variabili di una disciplina che viaggia su dei budget distanti anni luce da quelli del grande circus. Anche perché i prossimi due anni si rischia di avere una partecipazione ridotta ai minimi termini, senza volere entrare nei dettagli del nuovo regolamento tecnico, o criticarlo, è evidente che come tutti i passaggi epocali richiederà almeno un paio di stagioni di rodaggio a bassa partecipazione. Questo aumenta il rischio di trovarsi di fronte a un fisiologico calo d’interesse mediatico, e se a questo uniamo il calo delle vetture protagoniste, più che pensare all’ingresso di nuovi contratti non sarà facile rinnovare i contratti in essere alle cifre attuali.

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