In una sfida tutta sul filo dei decimi di secondo tra Crugnola e Mabellini, il campione italiano in carica nel primo passaggio sui diciassette chilometri della Marmentino si gioca una scelta di gomme perfetta e su una speciale più scivolosa del previsto molla dieci secondi tondi tondi al padrone di casa che non riesce più a ribaltare la situazione.
Con una gara da incorniciare Andrea Crugnola e Andrea Sassi vanno a mettere il loro sigillo sull’edizione numero quarantotto della classicissima bresciana. Nella bouclé mattutina Crugnola ha realizzato tre scratch consecutivi, ma come sulle Pertiche ieri pomeriggio fare la differenza è missione impossibile e si va avanti sul filo dei decimi di secondi. Sulla speciale lunga della giornata, i 17,35 chilometri della Marmentino, nel passaggio mattutino il fondo si presenta più scivoloso di quanto previsto dai più, e la grande esperienza del campione italiano si riflette anche nella capacità di leggere l’evoluzione della strada e presentarsi al via con una gomma che gli permette di fare la differenza. Dieci secondi belli tondi in una gara dove le due lepri nelle altre speciali si sono giocati prove sul filo dei decimi di secondi. Anche nella replica pomeridiana un super Crugnola si concede il bis mollando 6”.6 al padrone di casa, dimostrando su quel fondo particolare che oltre alle gomme c’è di più. A fine gara a separare i due drake del rallysmo nazionale ci sono 20”.8, sedici dei quali conquistati sulla speciale che si arrampica sul costone ovest che guarda in faccia la discesa delle Pertiche. Mabellini e la Lenzi ci tenevano particolarmente ad andare a vincere sulle strade di casa, ma dopo quanto ha fatto vedere è solamente una questione di tempo, perché la velocità c’è, ed anche la gestione tattica della gara è molto buona. La terza posizione è per l’inedita coppia Andreucci – Arnaboldi con la Fabia RS gommata MRF Tyre. il pilota Garfagnino paga una minutata alle due lepri, ma ancora una volta ha confermato la bontà del lavoro svolto sulle coperture indiane. Alle spalle del podio, ad una decina di secondi dal pilota garfagnino si piazza un ritrovato Alessandro Re, che si è tenuto alle spalle in maniera autorevole un Giuseppe Testa in forma fisica non perfetta, ma comunque incisivo come nelle gare migliori. Alle spalle del Molisano nelle battute finali uno spettacolare Francesco Aragno riesce a saltare il campione TIR in carica, un Corrado Pinzano che vede la sua nuova rincorsa mettersi su un crinale molto inclinato.
