Il pilota del Qatar con una frazione corsa tutta su un passo improntato ad evitare i colpi più duri alla sua Dacia Sandriders T1+ va a prendersi il la sua sesta Dakar, ma soprattutto regala alla Dacia il suo primo successo nella grande sfida alla sabbia del deserto al suo secondo tentativo.
La frazione finale con i suoi centocinque chilometri cronometrati sull’anello di Yanbu, mette il sigillo alla sesta Dakar di Nasser Al Attiyah, una sorta di passeggiata dove amministra il suo importante vantaggio su Nani Roma, attento a evitare i colpi più duri del terreno e salvare la meccanica del suo Sandriders. Sei successi ottenuti con vetture di quattro case differenti, e tre di queste vittorie le ha ottenute sulle dune amiche dei deserti Sauditi, dove sono andate in scena le ultime sette edizioni della Dakar, che oramai si è barricata sulla sabbia di Arabia. Una gara tiratissima con tre case costruttrici (Toyota, Dacia Prodrive, Ford M-Sport) che si sono battute alla pari e Nasser è riuscito a dare una svolta solamente nelle ultime tappe. La sua è stata una gara tatticamente ineccepibile, come dimostrano le otto giornate vissute da leader della gara, contro due soli successi scratch. Nell’alternarsi delle differenti leadership Al Attiyah è sempre rimasto incollato alle posizioni di vertice, dosando con sapienza velocità e gestione della meccanica del suo Dacia Sandriders, dimostratosi solidissimo. La seconda posizione nella generale è andata alla Ford Raptor di Nani Roma anche lui autore di una frazione finale conservativa, ed alla fine paga una decina di minuti al leader della gara, un distacco assolutamente contenuto per una gara dura come la Dakar. La bouclé Yanbu Yanbu se per molti è stata una sorta di passeggiata in vista del traguardo finale, così non è stato per si giocava l’ultimo gradino del podio sul filo dei secondi e si è battuto come un leone. Il portacolori Ford Mattias Ekstrom ieri è riuscito a scalzare dal gradino basso del podio Sebastien Loeb, per soli 29”, ed oggi è partito a tutta per tenere testa ad un eventuale risposta del Francese. Con una corsa tutta in apnea Ekstrom ha preso la testa della gara e non l’ha mollata sino al traguardo, Loeb all’inizio ha lasciato per strada qualche secondo ma nel finale con una furiosa rimonta si è portato a soli otto secondi dal Raptor e questa volta si è dovuto accontentare della medaglia di legno. Una beffa doppia oltre a perdere il podio per soli 37”, qualcosa di molto inusuale in una gara lunga come la Dakar, non è riuscito nemmeno a mettere in carniere un solo successo parziale, mentre Ekstrom con questo raggiunge quota tre, senza contare la vittoria nel prologo.
