ACI IMMOBILITA’ PERICOLOSA

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Le nuove regole sul assetto a trazione governativa di ACI, ha fatto sì che oggi, a sei mesi dalle elezioni che hanno registrato il successo di Geronimo La Russa, le pastoie burocratiche parlamentari hanno ritardato all’inverosimile il suo insediamento, rimandando la formazione della nuova governance federale sportiva perdendo tempo prezioso.

Il commissariamento di ACI in attesa delle elezioni è stata una decisione del governo, in pratica si è creato un anno di stallo, dove Tullio del Sette (il commissario nominato dal governo) si è destreggiato bene anche nella gestione della parte sportiva. La federazione però richiede una certa velocità di reazione in tutti i settori disciplinari, ed inevitabilmente si è creato un vuoto già nella creazione della governance sportiva a cominciare da commissioni e sottocommissioni. Abituati alle vecchie regole ci si attendeva di limitare il buco di governance al venti venticinque, invece dopo l’elezione attendere il parere favorevole alla nomina di La Russa del parlamento i tempi si sono dilatati oltre ogni limite. Il parere a favore del senato è arrivato il 13 gennaio, mentre quello della camera è datato 3 dicembre, ed ora manca la firma del capo di stato; è quindi una questione di giorni o forse di ore. Questo accumularsi di ritardi ha rinviato il disegno di una nuova governance sportiva e del suo insediamento. Oggi siamo già a fine gennaio, ed anche con dei tempi accelerati la macchina inizierà a muoversi a stagione inoltrata. Questo si traduce in un secondo anno perso, davvero troppi per una federazione sportiva che opera in un settore in continua trasformazione, paradossalmente il neo presidente è a tutti gli effetti membro del consiglio mondiale della FIA, ma a traghettare ACI è ancora il commissario. La colpa di tutto questo non si può ascrivere a nessuno dei soggetti interessati, anzi stanno tutti dando del loro per gestire al meglio questa anomala transizione. In futuro tra i tanti dossier che dovrà affrontare la nuova presidenza si va a sommare anche quello di fare in maniera che la parte sportiva (federale) non si ritrovi più ad affrontare una fase di stallo così lunga.

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