A SCUOLA IN CASENTINO

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La gara di Bibbiena ancora una volta si conferma tra le più affascinanti e belle del panorama nazionale, ed anche se alle sue spalle non c’è la potenza di fuoco di città come Roma, Verona o Palermo, oppure il blasone di gare storiche come l’Elba, San Martino di Castrozza e il Sanremo, in questi anni non ha mai deluso offrendo sempre un rally all’altezza della massima serie tricolore.

Nell’edizione numero quarantacinque il rally internazionale del Casentino si conferma una delle gare più belle e intraprendenti del panorama nazionale, una gara ambiziosa che meriterebbe un riconoscimento nazionale ma ha sempre trovato le porte chiuse. La sua presenza storica tra le gare cardine dell’IRC non gioca sicuramente a suo favore, trattandosi di una serie che viene vissuta da alcuni uomini della federazione come una sorta di concorrenza. La gara di Bibbiena è stata da sempre molto attenta alla sua immagine coreografica, ed in questa edizione spostare la pedana e le verifiche al castello di Poppi è stato un di più che ha lasciato il segno. A livello immagine generale, ma soprattutto per gli stessi concorrenti che si sono sentiti accolti come i protagonisti di un grande evento, e non come accade troppo spesso esiliati in qualche triste zona artigianale. Anche se non si tratta di un monumento nazionale come il Colosseo, oppure l’arena di Verona, inserire nel quadro di una gara il proprio patrimonio storico nazionale (territoriale) è sempre una mossa vincente. Promossa anche la speciale spettacolo andata in scena in prima serata, nel centro abitato di Bibbiena, una sorta di aperitivo pre gara che ha raccolto una cornice di pubblico molto importante. La tribuna naturale che si affacciava su un’ampia porzione del percorso affollatissima ha esaltato i concorrenti che si sono impegnati in una sorta di prova ad inseguimento, con due vetture impegnate contemporaneamente. Ma se vale il detto l’immagine è sostanza, la gara aretina dal punto di vista del percorso non si è fatta mancare nulla, anzi con quel tocco di audacia nell’andare a riproporre la Talla di trenta chilometri in un finale by night ha aggiunto mordente alla gara. Con un percorso portato a cento chilometri per stare nei limiti minimi della Mitropa, con sole sette speciali si è andati a rivedere il format classico del tre per tre oppure quattro per due. Con qualche piccola variazione sulla sua configurazione la gara ha proposto quel di più che solamente pochi appuntamenti del CIAR sono riusciti a proporre; contribuendo anche a dare una bella spolverata di pepe con la lunga finale che ha mantenuto alta la suspence sino all’ultimo metro. Dimostrando che per valorizzare un rally la fantasia, e la volontà di fare vivere la gara al territorio vengono prima di tutto.

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