2026 LE ISCRIZIONI AUMENTANO

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Nei nuovi regolamenti di settore dei rally (e dei relativi campionati) di casa Italia è impossibile non notare il nuovo aumento delle iscrizioni, un altro balzello che sta allontanando in maniera sempre maggiore il panorama delle nostre serie nazionali da quelle gemelle in tutta Europa, una stortura che va di pari passo al caro assicurazioni gara, che in italia costano il doppio.

L’esplosione dei costi assicurativi andato in scena l’anno passato, ha visto le polizze dei rally triplicare o giù di lì, una situazione al limite dell’insostenibile e molte gare quest’anno probabilmente avrebbero gettato la spugna. Un momento di crisi al quale la diminuzione dei premi assicurativi di qualche migliaia di euro era destinata a dare solamente una mezza boccata di ossigeno, ma l’altra mezza boccata arriverà dal rincaro delle iscrizioni, un nuovo giro di vite emerso al momento della pubblicazione degli RDS dei vari campionati. Un caro iscrizioni che tocca il record nella massima serie tricolore, dove le Rally2 andranno a pagare trecento cinquanta euro in più rispetto all’anno passato, portando l’iscrizione alla cifretta di € 2.200. Un confronto che ci siamo limitati a fare sulle iscrizioni delle Rally2 (la classe regina), e sulle Rally4 (il top tra le due ruote motrici). Almeno nel CIAR per le tutto avanti non ci saranno rincari, anche se ad onore del vero i € 1.700 erano già una bella sommetta. Nelle due serie cadette il CIRT e il nuovo Challenge (CIRC) nella classe maggiore l’aumento supera di qualche euro quota trecento, mentre in classe rally4 l’aumento dimezza rispetto alla classe superiore, e si ferma a centocinquanta euro. Aumenti anche nei CRZ e nei nazionali non titolati dove i non titolati si fermano appena sotto i duecento euro mentre la coppa Italia supera i duecento cinquanta. Per le rally4 gli aumenti sono sui cento euro per le gare non titolate e centocinquanta per quelle titolate. In pratica conti alla mano nelle gare con una sessantina di iscritti si riesce ad andare a coprire il caro assicurazioni, un dossier scottante sul quale siamo puntualmente ritornati, perché era facile immaginare che oltre a inevitabili cancellazioni avrebbe portato anche ad un aumento dei costi di iscrizioni. In parte questo era già stato concesso in corso d’opera, ma con una formula semi facoltativa lasciata alla facoltà degli organizzatori. In pratica è l’ennesimo mattoncino che va a pesare sulla base, e agli organizzatori servirà per tirare avanti, ma non sicuramente per arricchirsi. A diventare però molto pesante è il divario con il resto d’Europa, dove le assicurazioni, ed altri costi che gravitano sui rally, nella maggioranza dei casi pesano molto meno e questo si riflette sulle iscrizioni. Un esempio è la Finlandia un paese dove tendenzialmente il carovita è maggiore rispetto al nostro, ma scartabellando gli RPG delle prime due gare di campionato finlandese scopriamo che a Mikelli, gara di 93 Km. la classe 1 costava € 1.065; mentre all’Arctic (221 Km. di speciale) il gettone era di € 1.460. Cento euro più, cento meno sono valori in linea con il resto d’Europa, mentre la serie maggiore nostrana sta veleggiando pericolosamente su una cifra prossima o superiore al doppio.

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