RALLY1 A PORTE APERTE

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Nelle ultime tornate di prove prima del Montecarlo tutta la segretezza di qualche mese addietro, quando qualcuno chiudeva le tende anche per cambiare le gomme (in realtà Hyundai continua su questa strada), ed alcuni dettagli strappati qua e là dimostrano come i nuovi sistemi abbiano complicato la vita dei progettisti.

In questo caso a non curarsi troppo di nascondere le proprie soluzioni tecniche è la squadra di Malcolm Wilson, ed è interessante osservare il differente approccio rispetto alla Toyota nel sistema di raffreddamento della componente Hybrid posteriore. A partire dal convogliatore esterno più discreto rispetto alla vettura nipponica, ma soprattutto è evidente il differente approccio nel canalizzare l’aria con un sistema che sulla Puma è molto diretto e più ingombrante e fa confluire l’aria in un sistema centrale. Mentre sul posteriore esterno, appena sopra l’estrattore si nota una grande ventola che aiuta ad estrarre l’aria che ha svolto la sua funzione di raffreddamento. Una soluzione semplice e se vogliamo pratica, molto differente dalle canalizzazioni della Yaris più contenute ed evidentemente più sagomate, con l’intento di puntare sulla velocità del flusso d’aria in maniera da aumentare il volume complessivo. Differente filosofia anche nella parte finale che si occupa dell’estrazione, con due ventole (e non una come sulla Puma) di dimensioni più ridotte. Due interpretazioni differenti del sistema di raffreddamento, classico e lineare quello sulla Puma, decisamente più sofisticato quello Toyota dove è evidente un importante ricerca sulla dinamica dei fluidi con la creazione di due flussi separati. Un’altra cosa che salta all’occhio è la posizione della seconda ruota di scorta, molto alta rispetto al passato, obbligata in questa posizione dagli ingombri del pacchetto ibrido, chiaro segno di un baricentro nettamente più alto, che inevitabilmente influisce sulle reazioni e gli equilibri della vettura. 

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