PIKES PEAK SI ACCORCIA MA ..

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Il detto è mi piego ma non mi spezzo, quest’anno a piegarsi è stata la Pikes Peak la corsa in salita più famosa al mondo è stata costretta da un inattesa nevicata ad un importante taglio del percorso, che ha tolto ai concorrenti il gusto di misurarsi con i relativi record, visto che il vincitore Robin Shute ha fatto fermare i cronometri a 5’55”246.

Doveva essere l’anno del rilancio dopo un’edizione 2020 che è andata in scena nonostante la pandemia ma a questa aveva pagato pegno: in partecipazioni ed internazionalità dell’evento. La partecipazione internazionale purtroppo paga ancora un certo scotto visto che logistica e viaggi intercontinentali di problemi ne propongono ancora parecchi. Ma tutto sommato avere messo assieme una dozzina di concorrenti extra stati uniti, su un elenco partenti di una cinquantina di vetture è già un grande successo. La novità più significativa però era il ritorno del pubblico a bordo strada, il grande assente del 2020, quello che in tutte le discipline sportive ha dovuto pagare il tributo maggiore. Ma il giorno della gara a tirare un bello sgambetto alla leggendaria corsa tra le nuvole, è stato proprio il cielo che ha mandato giù una bella nevicata estiva e con delle temperature prossime allo zero nella parte alta l’asfalto ha proposto molti tratti ghiacciati. A quel punto l’organizzazione ha deciso di mandare in scena la gara, tagliando gli ultimi cinque sei chilometri, nessun rinvio, un sensibile accorciamento che però ha dato la possibilità di mandare in archivio l’edizione novantanove. Quindi nessun record, ma soprattutto nessun confronto personale con sé stessi, questo vale anche per il vincitore Robin Shute che è andato a bissare il successo ottenuto nel 2019 sempre al volante della Wolf GB08, monoposto unlimited. Alle spalle del Britannico si è piazzata la Porsche 911 GT2 RS di Dumas che fa sua la classe Time Attack, che ha battuto il Neo Zelandese Rhys Millen al volante della nuovissima Bentley Continental GT3, che in gara ha accusato un calo di potenza, ma a Romain ha però pagato solamente una manciata di secondi, ed è rimasto fuori dal podio per pochi decimi si secondi. Terzo assoluto lo statunitense Paul Dallenbach con una Open Wheel, mentre a chiudere la top five ci pensa la Porsche BBI Turbo Cup di Raphael Astier che vince la classe Pikes Peak Open.   

CLASSIFICA

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