MA SE AVESSIMO VOLTATO PAGINA?

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Parlare con il senno di poi è sempre facile, ma tirando le prime somme, sia pure parziali, sul 2020 i dati danno ragione a chi ha fermamente voluto la ripartenza della specialità. Con un futuro a breve incerto, almeno sino a metà 2021, se a prevalere fosse stata la linea del voltare pagina, rinuncia per rinuncia dopo i primi mesi del nuovo anno si sarebbe passati al 2022.

Dopo il primo e durissimo lockdown, in parecchi hanno dato il 2020 già per perso, ed hanno ribadito la necessità di voltare pagina e pensare almeno per i campionati nazionali, ed internazionali alla prossima stagione. Una visione abbastanza amatoriale dello sport in generale perché dai rally alle corse podistiche gira un intero settore economico che si è consolidato negli anni, ed uno stop di un anno avrebbe mandato gambe all’aria quanto si è costruito sino ad oggi. Una posizione che però scricchiolava anche dal punto di vista squisitamente amatoriale, perché da uno stop così lungo, non si riparte come se niente fosse, ma si finisce per perdere molti pezzi, concorrenti, organizzatori, ecc..; defezioni che generalmente finiscono con il perdere per strada la parte più genuina, mossa dalla principalmente dalla passione. Ma lasciando da parte queste considerazioni sul 2020, da quanto sta emergendo ora in maniera chiara è una convivenza ingombrante che nella più rosea delle ipotesi si allenterà solamente dalla prossima estate. Una dura realtà che si intravedeva sin dai primi mesi in cui è esplosa la pandemia, ma con la quale in molti hanno preferito non fare i conti, confortati dai messaggi positivi lanciati per non creare ulteriori malumori e preoccupazioni. Così nella nuova stagione si sarebbe rischiato di passare un’altra volta oltre, in maniera particolare nelle serie internazionali, visto che con i problemi di viaggio e di frontiere è chiaro che la situazione sarà ancora critica. Ma chi a livello nazionale ha deciso di rinunciare al 2020, lasciando andare avanti pochi volenterosi che si sono dovuti battere da soli con le autorità per i permessi, come è successo nei paesi di lingua tedesca, oppure oltremanica. Oggi le prospettive per il 2021 non promettono nulla di buono se non un’altra stagione claudicante.

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