LOEB PAREGGIA IL CONTO

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Ad una speciale dalla fine è arrivato quello che nessuno si sarebbe aspettato, Ogier continua a tenere alto il ritmo e rimedia una foratura che gli fa perdere una mezza minutata, un ritardo che spara Loeb in testa alla gara con 9”.5 di vantaggio, ed a quel punto si è scatenato l’infermo, ma Ogier inciampa in una falsa partenza che chiude la partita.

Non è certamente il primo Montecarlo che i due si giocano nel finale, ma questa volta la battaglia si annunciava campale. Nove secondi e rotti e appena quattrodici chilometri da correre sono un’equazione che non lascia scampo, non fosse per quella parte finale di discesa dove a mezzogiorno il ghiaccio non sarà quello del primo passaggio ma che è sempre estremamente insidiosa. Abbastanza per decidere di giocarsi il tutto per tutto come non ci fosse un domani, ma dall’altro canto lasciando in brache di tela una squadra che ha già perso Evans, ed a coprire le spalle al lupo di Gap gli è rimasto il solo Rovanpera. Mentre Loeb dovrà andare a tutta obbligatoriamente nei primi chilometri, per andare a gestire il vantaggio negli ultimi due minuti di gara, dieci secondi in condizioni regolari sono un’eternità ma in un tratto insidioso sono difficilissimi da gestire, soprattutto sapendo che il tuo avversario darà tutto e quindi non puoi permetterti di alzare per andare in reale sicurezza. Ogni piccola sbavatura: un mezzo dritto o una mezza scodata di troppo può fare la differenza. Ma la penalità di 10” in cui inciampa Ogier per avere bruciato la partenza chiude definitivamente la partita. Ogier realizza una prestazione davvero notevole battendo lo scratch con due secondi su Kalle e quasi tre su Elfyn. Mentre Loeb corre come un metronomo sulla proiezione dei tempi delle Toyota che lo hanno preceduto, ed anche se avrebbe vinto comunque per una manciata di decimi, la penalità cambia tutto e si prende un successo che sentiva di avere, ma senza la conferma della penalità è dovuto andare a cercare di confermare allo stop.     

CLASSIFICA

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