IN NOME DELLA SICUREZZA

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La cancellazione del secondo passaggio sulla speciale più lunga della giornata, per le solite ed indiscutibili ragioni di sicurezza, solleva qualche problema di etica anche tra i perfetti Finlandesi, sussurrato in maniera non ufficiale i soliti indisciplinati, ma il bambino che a fine Harju sistemava la toppa sulla ruota posteriore delle vetture da un idea degli standard ..

Il tema sicurezza è sicuramente argomento delicato da trattare con le pinze, lungi da noi l’idea di affrontarlo in maniera superficiale, oppure sottovalutarlo. I tempi non sono più quelli di una volta e l’attenzione sul pubblico è sempre altissima, ed è giusto che sia così, almeno sino a quando la sicurezza non diventa una scusa per buttare fuori le gare dai campionati. Vedi Polonia 2017 che tutti i rapporti sono finiti sul tavolo FIA quando sono venuti meno i budget per il promotore, come se nei due anni precedenti nessuno si fosse accorto di niente. Poi nella sicurezza spesso rientrano anche gli errori dei marshall, come dimenticare la bandiera rossa in Sardegna. Ma la cancellazione del secondo passaggio sui ventuno chilometri e mezzo di Lankamaa è stato un pasticcio XXL, per un organizzazione che in tema di sicurezza veleggia sempre sugli encomi, fare partire il primo concorrente per poi calare la bandiera rossa, prima che il secondo prenda il via, non è certo un esempio da seguire. Soprattutto se la ragione è l’indisciplina del pubblico che da queste parti è controllato in maniera quasi asfissiante, un problema che quasi ovunque risolvono con qualche piccolo e plausibile ritardo. Ragione che è stata fatta filtrare tramite social, con un appello alla sensibilità del pubblico, ma in realtà sulla cancellazione la ragione è rimasto un vago ragioni di sicurezza. Che in passato ha fatto correre sotto questa voce, anche in gare del WRC, altri problemi o mancanze organizzative. A volte ci si trova però a domandarsi se la sicurezza è così vitale e deve essere trattata con i guanti, perché in Finlandia come una volta era buona tradizione anche al RAC utilizzare i commissari bambini. Il ragazzino che allo stop di Harju metteva sotto le ruote della vettura la toppa perché non arretrassero, può passare nel formula challenge di paese, ma non certamente davanti alle telecamere del WRC. Lungi essere un fiscalista il bambino chiaramente figlio di un marshall puoi portarlo e lasciarlo dietro o di fianco al gazebo, a godersi lo spettacolo da una posizione privilegiata. Ma vederlo aspettare tutte le vetture, davanti a una telecamera, avanti e indietro, da una perfetta idea di quanto sia soggettivo il concetto di sicurezza; prima di tentare di introdurre il sistema di riconoscimento facciale per il pubblico, nel 2022 forse sarebbe il caso di non avere più i commissari bambini.

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