GARA 1 E GARA 2 UNA FORMULA ..

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La formula gara uno e due abbandonata dal CIR un paio di anni addietro a Roma è tornata a creare confusione con le classifiche, ma in realtà è riuscita anche a dare una spolverata di pepe ad una gara che altrimenti sarebbe stata a senso unico sino dalla prima prova speciale.

La divisione delle prove del CIR in due gare distinte era stata cancellata dopo un paio di anni si potrebbe dire a furore di popolo. Ed anche se formula analoga era stata ripescata per inserire il Sardegna nell’Italiano, in quell’occasione non ha creato alcuna confusione, visto che ad affrontare il WRC era solamente il manipolo dei piloti pretendenti al titolo. A Roma invece la confusione è tornata, con l’aggravante delle trasparenze ERC, ed effettivamente tirare le somme del CIR nella giornata di domenica con tre quattro classifiche differenti è tutt’altro che semplice. Un’equazione nemmeno immaginabile per chi segue i rally saltuariamente, per cui verrebbe da dire che l’abolizione di quel sistema di attribuire i punti nel CIR è stata sacrosanta. Ma se ci lasciamo per un attimo alle spalle quella refrattarietà ai cambiamenti, che comporta: la classifica è solo una, le gare dovrebbero ritornare ai chilometraggi veri di una volta, ecc. Tirando le somme del Roma Capitale alla maniera degli antichi, che a grandi linee è la stessa dell’ERC (bonus a parte), ci si accorge che la gara è finita già sulla prima speciale, quando Crugnola è uscito di strada, Basso ha tirato i remi in barca, pensando esclusivamente al CIR, mentre Lukyanuk ha continuato a tenere un buon passo, ma senza esagerazioni, per allungare e chiudere la pratica senza rischi. Con Crugnola dentro nella seconda tappa con il rally2, il Varesino al massimo poteva fare come nel WRC macinare chilometri, fare qualche test e nulla più visto che in questo caso non ci sono nemmeno i punti bonus della power stage. Invece con un punteggio di gara intero in ballo Crugnola è ha dato battaglia per tutta la seconda tappa, dando vita ad un appassionante braccio di ferro con Basso, ed è rientrato in ballo anche Scandola che altrimenti sarebbe rimasto ad anni luce da Michelini, Re ecc.., riaccendendo un’altra battaglia che altrimenti non ci sarebbe stata. Un episodio che deve fare riflettere, non tanto su una filosofia di rally diversa, ma sul fatto che la classifica è una cosa, un’altra sono i punteggi campionato. Un giusto equilibrio tra la gara in se (dove la classifica si fa sul tempo), ed una maniera differente di attribuire i punti campionato, in grado di proporre nuovi temi tattici e più mordente alla corsa potrebbe essere uno di quei cambiamenti in grado di dare un plus valore alle gare. Una vettura rientrata in gara con il rally2 ad oggi, anche nel mondiale è un passaggio in più (power stage a parte), ma dare più mordente a questo potrebbe rendere più avvincente la gara sul profilo sportivo, ed aumentare lo spettacolo.

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