FIA MISSIONE SICUREZZA

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Il caso di Ogier ed il cinturino del casco non allacciato ha mandato in aquaplaning il popolo dei social che si è scatenato tra giustizialisti e non, con considerazioni da tifoserie calcistiche. Un argomento che riteniamo sia giusto affrontare a freddo analizzando la vicenda nel suo complesso, dal quale emergono criticità da correggere.

La missione dei delegati FIA sulle strade del Montecarlo ad un certo punto si è concentrata sui dispositivi di sicurezza personale e del loro utilizzo. Operazione che il sabato ha scatenato un vero putiferio quando Ogier è stato beccato con il laccetto che serve a fissare correttamente il casco slacciato. Un episodio che secondo logica si è concluso con una ammenda, ma che ha scatenato a livello social una polemica i cui strascichi non sono ancora finiti. Trattandosi di argomento delicato legato in maniera diretta con la sicurezza crediamo sia doveroso affrontarlo in maniera attenta a tutti i suoi risvolti. Partiamo da una norma che nel suo aspetto punitivo ha una forbice troppo ampia, che spazia dalla classica ammenda, ad una penalità di tempo (a partire da 1 minuto) sino alla squalifica. Gli occhi di tutti erano puntati su Ogier, chi sperava nella multa, chi in una penalità, ma visto che erano stati pizzicati anche Del Bario e Wydaeghe e la punizione sarebbe stata la stessa. E sarebbe stata una strage, tutto sommato a favore di Toyota. Come tutte le norme sportive questa ha una valenza su tutti i concorrenti ed è proprio in base a quest’elemento che forse certe norme dovrebbero essere scritte dando confini ben più delimitati alle decisioni del collegio giudicante. In un mondiale il collegio ha una formazione giuridica più professionale, ed attenta a tutti gli aspetti, nelle gare minori vedi CRZ oppure rally Day in alcuni casi il margine di interpretazione personale cade nel giustizialismo puro, ed il malcapitato di turno potrebbe anche essere mandato a casa senza diritto di replica. La decisione dell’ammenda è quindi la più saggia, visto che non si tratta di frodi ma leggerezze e disattenzioni dove è difficile ravvisare dolo sportivo. Ma altrettanto saggio sarebbe andare a rivedere un tot di norme e restringere questa forbice decisionale. Magari in questo caso specifico fissando un principio che vada a regolare le ammende, perché 400 euri sono una sanzione bella pesante per chi corre in una gara regionale in una classe di omologazioni scadute. Altra cosa è un Ogier nel WRC che rappresenta una casa costruttrice e deve essere un esempio. Questo vale anche per i due navigatori con le tute della Hyundai, anzi una discriminante per definire l’entità potrebbe essere l’appartenenza a una squadra oppure alla serie a cui si è iscritti. Questa operazione non è stata casuale o almeno dopo avere pinzato Del Bario il venerdì, alla fine della stage 10 c’era un delegato FIA pronto a documentare fotograficamente ogni mancanza degli equipaggi. Operazione ripetuta all’arrivo di Entrevaux dove è stato sanzionato per ben due volte Camilli per non avere indossato correttamente il sottocasco. Un operazione che ha unito utile e dilettevole (sicurezza e cassa), ma la vera sicurezza dovrebbe essere fatta principalmente in prevenzione, quindi nella zona di partenza.

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