COVID-19 EMERGENZA WRC

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La tragica situazione Italiana legata all’emergenza sanitaria al momento si sta espandendo in maniera esponenziale in tutto il mondo, ed è chiaro che l’obbiettivo di tutto il mondo dello sport sarà salvare il salvabile, una posizione che in FIA sembrano avere capito in maniera chiara, ora sta ai singoli promotori muoversi in anticipo e non subire restando alla finestra.

La FIA sta monitorando la crisi del COVID-19 tramite la sua commissione medica con una puntualità quotidiana, un’operazione delicata e complicata per tutte le implicazioni politico internazionali che comporta. Il problema odierno sono principalmente i calendari, ma tra gli elementi di mediazione nelle varie discipline ci sono i rapporti con i singoli promotori, ed il fatto di riuscire a mettere in piedi una strategia per salvare il salvabile passa inevitabilmente dalla loro volontà. Anche perché il temporeggiare e vivere alla giornata in attesa del prossimo bollettino, dando l’impressione di soppesare ogni centesimo che comporta ogni decisione, senza guardare la situazione nel suo complesso. Ma valutare il danno economico a corto termine in questa situazione rischia di crearne di disastrosi nel lungo termine. I rally, nello specifico il WRC, con la spugna appena gettata dall’Argentina, ha un grosso vantaggio temporale visto che avrà una pausa di quasi due mesi. E dopo Portogallo e Sardegna proporrà un mese abbondante di stop prima del Kenya, ed un altro tra Finlandia e Nuova Zelanda. A questo punto la speranza è che qualcuno prenda il toro per le corna e senza continuare a nascondersi dietro a un dito, alzando solo la voce contro chi dice che sia Portogallo che Sardegna siano a rischio. Perché ad evitare che le due gare slittino a data da destinarsi non sarà il silenzio della stampa, che secondo una strana teoria non dovrebbe evidenziare i problemi ma semplicemente riportare i comunicati ufficiali. Ne tantomeno dichiarazioni fiduciose che inseguono le dead line che le autorità preposte alla crisi spostano di quindi giorni in quindici giorni, perché parlare in termini di mesi solleverebbe molti malumori. A fare da apripista in questa maniera attiva di affrontare questa crisi è uno dei monumenti dell’automobilismo mondiale, la 24 ore di Le Mans che si è spostata dalla data prevista del 13-14 giugno al terzo week end di settembre. Nella rapidità a trovare la nuova data sicuramente ha contribuito il rarefatto calendario del WEC, ma spazi e le soluzioni praticabili sono molteplici anche nel WRC. Ora sta al promotore, ed alla commissione FIA che media con place de la concorde dimostrare di sapersi muovere rapidamente e con scelte controcorrente. E non come in altre occasioni attendere l’intervento dall’alto, perché in quel caso per non invadere il campo del promotore questi sarebbero tardivi e con tutta probabilità dei cartellini rossi come quello al Gp di Australia, oppure nella tappa finale del Messico.

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