CHI HA DETTO NO ALLE RALLY2

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Il WRC sembra oramai avere imboccato la sua strada per il futuro, almeno per i due anni di proroga Hybrid (2025-2026), ma ad inizio settembre nella riunione di Atene, con la paura di perdere M-Sport promotore e commissione sul tavolo tra le differenti proposte per il futuro hanno anche posato un dossier rally2, bocciato subito senza troppi complimenti.

Quando si parla di un passo indietro dalle rally1 alle rally2, il mondo sembra dividersi in due, con una serie di fans e addetti poco interessate ad andare a fondo ad un articolo o ai concetti espressi, ma pronti a dare la loro ricetta. Cancellare le rally1, troppo costose, e fare un passo indietro portando le rally2 al vertice della piramide, in linea teorica è una buona idea, ma con una serie di retroscena che in maniera semplicistica tutti sembrano ignorare. Rumori (questa chiamata dei fan per le rally2) sempre più assordanti che non sono certamente passati inosservati, e quando a fine agosto lo spettro di perdere M-Sport ha cominciato ad aleggiare, il dossier rally2 è stato portato alla riunione di Atene tra le possibili ipotesi per il futuro. Una discussione che si è fermata ancora prima di nascere, con un “No” secco e fermo da parte di tutti i costruttori che attualmente hanno nella loro gamma di prodotti una rally2. Ed i più fermi nella loro posizione sono state le case che non sono impegnate con le Rally1: Skoda, Citroen, Volkswagen, ecc.. . La motivazione è stata più o meno la stessa per tutti, un cambio di destinazione di uso da vettura clienti a top class andrebbe a minare i costi vettura, gestione e ricambi, con un effetto immediato che porterebbe le Rally2 economicamente fuori mercato. Questo ha messo fine ad ogni tipo di discussione, chiudendo la porta in faccia a promotore e commissione WRC. Anche perché in un ipotetico passo indietro, dando per scontata (anche se non lo è) la permanenza della M-Sport, Hyundai e Toyota gli altri costruttori non sarebbero disposti a schierare una squadra, oppure a fornire un appoggio esterno a qualche squadra. In dubbio è stata messa anche l’eventuale partecipazione di team semi privati, visto che oggi quasi tutti faticano a chiudere i budget per il WRC2 con solo sette partecipazioni. Una serie di controindicazioni che tra i sostenitori di questo passo indietro ci si rifiuta di valutare, che in altri articoli avevamo già messo in evidenza, la voce dei costruttori però ci mette di fronte ad un’altra evidenza, la volontà di non volere rinunciare a un raggruppamento che rappresenta un importante business commerciale per i reparti corse delle case.

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